8 Dicembre 2025

I ricordi possono essere i più velenosi dei dolci, riuscirà Anna a superare gli ostacoli che incontrerà?

Buon Natale a tutti e buon Santo Stefano.

Mi dispiace di non essere riuscita a mantenere la scadenza che mi ero riproposta, infatti ora riuscire a recuperare la tabella di marcia mi sembra un’impresa non da poco.

Forse ce la farò o forse no.

Solo continuando scoprirò se riuscirò a farcela o no.

Spero che continuerete a seguirmi e sostenermi anche se non sono continuativa! Fatemi sapere cosa ne pensate del workin progress e del percorso che i personaggi stanno affrontando.

Se vi siete persi l’inizio:  eccolo qui.

Mentre qui potete leggere cosa è accaduto il 7 Dicembre.

 

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8 Dicembre 2025

Tony aveva richiuso il buco nel tetto e Anna rientrò in quella stanza per passare la notte.

Clara le aveva portato la cena e un cambio di vestiti. Dopodiché l’avevano lasciata da sola. La donna le aveva sorriso, le aveva fatto compagnia e una volta che si era sincerata che stesse bene, la rinchiuse di nuovo al suo interno.

<<Nulla di personale, ma sono le nostre regole>, disse lasciandole un bicchiere e dell’acqua sul tavolo. <<Imparerai ad apprezzarle>>, aggiunse, <<ne sono certa>>.

Quando la porta si chiuse Anna si ritrovò di nuovo sola.

Cercò di dormire, doveva recuperare le forze, ma il pensiero di non sapere cosa fosse successo a Richy e le strane parole di quella donna le impedivano di rilassarsi.

La stanza era stata ristrutturata a tempo di record: il tetto riparato, branda sostituita, camino sigillato… pensavano veramente che avrebbe potuto scappare da lì?

Sorrise divertita a quel pensiero, così intrecciò le dita dietro la testa e si voltò a guardare la finestra. Il cielo era illuminato solo dalla luna e dalle stelle. Cinque anni prima non avrebbe mai potuto godere di una vista così bella a causa dell’inquinamento luminoso delle città.

Amara consolazione, ma era tutto ciò a cui poteva pensare. Si alzò frustrata, non sarebbe riuscita a dormire nemmeno sotto farmaci. Aveva troppi pensieri e troppe domande insolute per riuscire a far finta di riposare. Si avvicinò alla finestra e rimase in silenzio ad osservare cosa accadeva in quel piccolo paese improvvisato.

La strada era deserta e la neve ricopriva con molta lentezza le strade. Le abitazioni erano come assopite in un lungo sonno e abitanti invisibili erano rinchiusi nelle loro case.

Anna appoggiò la fronte sul vetro, il riflesso dei suoi occhi tradivano il suo tormento, la sua paura di non riuscire più a rivedere Richy. Se chiudeva gli occhi poteva ancora sentire il suo abbraccio sulla pelle e il suo calore.

Richy era reale, come il suo respiro.

Quella gente così gentile le faceva paura. L’avevano ripescata dal fiume, ma nessuno le aveva ancora spiegato cosa gli fosse accaduto. Anzi, volevano farle credere che Richy non fosse reale, un frutto della sua immaginazione, ma qualcosa dentro di lei le urlava di scappare.

Le sembrava di essere finita in una strada senza uscita. Più si soffermava a pensare e più si sentiva sopraffare dall’ansia. Si strinse nelle spalle. Tutto ciò che le era rimasto era il ricordo di tre anni prima, quando aveva incontrato per la prima volta Richy.

Erano giorni che camminava nel bosco, aveva perso l’orientamento e il freddo pungente le stava congelando le ossa. Il vento si infiltrava sotto il cappotto e non mangiava da giorni. Individuò una grotta che poteva fare al caso suo.

La neve le sferzò il viso e si protesse con le braccia. Starnutì. Aveva bisogno di riposarsi e mangiare. Continuò a camminare, ma più si avvicinava, più notava una luce illuminare la zona. Qualcuno aveva acceso un falò. Rallentò circospetta. Non riusciva a vedere nessuno, forse chi aveva acceso il fuoco se ne era già andato. Si avvicinò di qualche passo stando attenta a dove metteva i piedi. Si nascose dietro un cespuglio, si sporse.

Forse non c’era nessuno, forse poteva sfruttare l’occasione senza pericolo, ma qualcuno le toccò una spalla, facendola sobbalzare. Si voltò col cuore in gola e vide per la prima volta Richy. Un ragazzo strano, ma dallo sguardo dolce.

Richy le tese una mano e lei l’afferrò.

Quel ricordo l’intenerì, ma il suo riflesso tradiva una profonda tristezza.

<<Dove sei?>>

Il cielo si schiarì e le strade sembravano coperte da una soffice coperta di neve. Notò alcuni uomini entrare nella casa di fronte e subito dopo notò una delle stanze dell’ultimo piano illuminarsi.

Quell’evento la incuriosì.

Riuscì a intravedere qualcuno trascinare qualcosa, ma non riusciva a capire con esattezza cosa. Passarono diversi minuti prima che succedesse nuovamente qualcosa.

Il sole diveniva sempre più forte in cielo e per qualche motivo non riusciva a distogliere lo sguardo da quella casa. Sentì qualcosa rompersi e subito dopo Tony uscì da quell’edificio, ricoperto completamente di sangue.

Istintivamente Anna si rannicchiò a terra con il cuore in gola.

<<Cosa diamine sta succedendo?>>, quell’uomo era pericoloso.

La porta si aprì e Claire le sorrise. Aveva un’espressione strana, anche se non riusciva a capire che intenzioni avesse.

<<Il dottore è arrivato?>>

<<No, cara. Forse domani>>

Anna la fissò negli occhi, si alzò in piedi e la seguì.

Prima o poi avrebbe risolto anche quel guaio.

 

 

Avanti (pubblicherò… restate in attesa)

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