5 Dicembre 2025

Anna e Richy riusciranno ad affrontare il nemico più temibile?

Se vi siete persi l’inizio:  eccolo qui.

Mentre qui potete leggere cosa è accaduto il 4 Dicembre.

Ricordo che questo racconto è un esperimento che condurrò per l’intero mese di Dicembre. Mi farebbe molto piacere sapere la vostra opinione: vi piacciono i personaggi? La storia è troppo cruenta? Avete consigli o avete trovato sviste o errori?

Fatemelo sapere, non mi offenderò!

E adesso buona lettura!

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5 Dicembre 2025

Anna e Richy riuscivano solo a tenersi aggrappati l’uno all’altra. Il fiume li spingeva in ogni direzione. Combatterono per restare a galla il più a lungo possibile, ma il gelo si era impadronito di loro. L’acqua e la corrente assorbirono tutte le loro forze e presto non furono più in grado di lottare. Continuarono a finire sott’acqua e a lasciarsi trasportare dalla corrente, finché Richy non si incastrò tra alcuni rami a bordo fiume.

<<Aiu…>>, tentò Anna, ma la voce le si congelò in gola. Colpì il braccio del ragazzo, ma Richy era talmente rigido da sembrare morto, ma non la mollava.

L’avrebbe protetta a qualsiasi costo.

La vista di Anna si annebbiò e si addormentò contro la sua volontà. L’unica cosa che riusciva a percepire era il calore che poco alla volta scivolava via dai loro corpi.

Presto sarebbero morti, lo sapeva. Riusciva a percepirlo, ma non aveva paura. Non più.

Il dolore era solo un lontano ricordo, così come la paura di perdere ogni cosa. Tutto quello che le importava era quel momento, quell’abbraccio, quel contatto così indissolubile. Solo quello.

Avrebbe voluto essere stata più onesta, avrebbe voluto confessargli ogni cosa, i suoi sentimenti, ma ormai non le importava più. La notte aveva riscosso il suo ultimo respiro e si addormentò. Aveva perso il suo momento.

L’oscurità non le faceva paura. Si sentiva protetta e finalmente al sicuro. Le esperienze vissute fino a quel momento ormai erano solo un lontano ricordo. Non avrebbe più dovuto preoccuparsi del futuro. Ormai il suo intero mondo si racchiudeva lì, nei suoi ricordi e l’immagine di Richy era sempre lì a farle forza.

Si sentì sollevare e spingere. Ebbe l’impressione che il suo compagno le afferrò più forte il polso. Quel contatto fu così forte e strano, tanto da svegliarla.

L’aria era più gelida di quanto ricordasse e aveva paura. Era terrorizzata. Intravide un volto a lei sconosciuto.

Non era Richy, ne era certa, lui non aveva né baffi, né i capelli grigi. Si voltò e lo ritrovò sdraiato accanto a lei. Le teneva il polso senza mai abbandonarla.

<<Sbrigati o li perderemo…>>, disse il volto. Anna si soffermò a osservare i suoi baffi, erano enormi e invadenti. Non era un volto che parlava, ma quei baffi. Tornò a guardare Richy e cercò di svegliarlo, ma il suo corpo era troppo debole.

<<Non riesco a separarli, il ragazzo non la molla!!!>>, rispose un’altra voce.

I baffi si allontanarono e sentì che qualcosa stava cercando di liberarle il polso, senza riuscirci. Le dita del ragazzo continuavano a stringere, come se da quello dipendesse la loro sopravvivenza.

<<Voglio aiutarvi!>>, le disse chinandosi sopra. <<Lasciatevi aiutare>>.

Richy ebbe uno spasmo e toccò l’uomo con la mano libera. L’uomo con i baffi urlò e subito dopo i due riuscirono a guardarsi negli occhi.

Anna non riuscì a capire se si stessero parlando, ma subito dopo Richy la liberò e perse completamente conoscenza.

<<Sant’iddio>>, imprecò l’uomo baffuto. Riuscì a coprire i due giovani con diverse coperte e li caricò sul suo furgoncino.

Il tempo trascorse lento, tanto che Anna non riusciva a capire se fossero passate poche ore o interi giorni. L’unica cosa certa era che continuava a perdere i sensi.

Quando riuscì a tenersi sveglia per almeno cinque minuti si accorse di trovarsi in un posto sconosciuto. Era avvolta sotto pesanti coperte e continuava a tremare e sudare. Voleva alzarsi, ma era completamente svuotata da ogni goccia di forza.

<<Richy>, urlava, ma non riceveva nessuna risposta. Lo voleva al suo fianco, lo desiderava, ma al suo posto comparivano diversi volti sconosciuti. Una volta le si avvicinò l’uomo baffuto, un’altra una donna anziana, un’altra volta ancora un bambino, ma li scacciava. Accanto a lei voleva soltanto Richy.

<<Cara, devi mangiare qualcosa, hai la febbre molto alta>>, le sussurrò una delle voci, ma lei non capiva. Non le importava.

<<R-Richy>>, continuava a sussurrare.

La donna sembrò intristirsi. Le accarezzò la fronte e l’aiutò a bere un intruglio. Anna chiuse gli occhi, non avrebbe dovuto bere, ma non aveva più le forze per fare nulla.

Si lasciò andare tra le braccia della donna e sentì un piacevole calore invaderle il corpo.

Scivolò ancora una volta in un sonno senza sogni, questa volta, però con la paura nel cuore.

<<Dove sei Richy?>>

 

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