4 Dicembre 2025

Riuscirà Anna a liberarsi? Ecco a voi il seguito.

Oggi va così xD

Se vi siete persi l’inizio:  eccolo qui.

Mentre qui potete leggere cosa è accaduto il 3 Dicembre.

Il pezzo è particolarmente violento, perciò ne sconsiglio la lettura a un pubblico giovane e sensibile. Per tutti gli altri: buona lettura!

__________

4 Dicembre 2025

Anna afferrò la coperta per ripulirsi dal sangue che le ricopriva la faccia. Doveva essere forte, non poteva permettersi di essere debole. Non in quella situazione.

Le tremavano le mani, aveva ucciso un uomo con una ferocia tale da essersi spaventata. Doveva scappare o avrebbe affrontato un destino peggiore della morte. Mise a soqquadro la stanza fino a che trovò un giaccone invernale e un pugnale da caccia, che assicurò subito alla cintura. Chiuse gli occhi e ripensò a Richy e alla sua forza, lo avrebbe ritrovato a ogni costo, questa volta sarebbe stata lei a salvarlo.

Si avvicinò alla porta e notò un vecchio e polveroso specchio, vicino all’ingresso. Si fermò per osservare la sua immagine, aveva le guance scavate e due occhiaie da far invidia a qualsiasi panda, la sua espressione si era indurita, quasi incattivita. Non riconosceva l’immagine di quella donna. Non era lei.

Anna non avrebbe mai ucciso nessuno con un chiodo. Non avrebbe mai fatto nulla di tutto ciò, eppure eccola lì con le mani insanguinate. Erano bastati solo cinque anni per cancellare tutto ciò in cui credeva. Per trasformarsi completamente in un’altra persona. Ebbe un leggero capogiro e si portò le mani ai capelli, probabilmente stava ancora smaltendo gli effetti di quella strana zuppa. Si tirò indietro i capelli e si guardò allo specchio. Avrebbe fatto di tutto per rincontrare Richy, avrebbe continuato a uccidere se necessario. Si passò le dita tra le ciocche impregnate di sangue e prese l’unica decisione sensata.

Afferrò il pugnale e si tagliò i capelli. Nessuno avrebbe più potuto afferrarla, nessuno l’avrebbe più sottomessa. Mentre cancellava l’ultima traccia di femminilità dal suo corpo, gli occhi le si inumidirono.

<< È necessario…>>, si ripeté.

Qualcuno bussò alla porta e questo la mise subito all’erta. Si appiattì contro la parete, preparandosi ad attaccare.

<<Ehi, Carlo>>, disse una voce. <<Il capo ti sta cercando e… tutto bene, perché non rispondi?>>. L’uomo di entrare e Anna gli aprì la porta.

Il razziatore entrò nella stanza e si ritrovò davanti uno spettacolo raccapricciante. Il suo amico era riverso a terra nel suo stesso sangue. <<Ma che cazzo…>>, gli si inginocchiò vicino e cercò di afferrare la sua ricetrasmittente, ma Anna lo pugnalò alla gola.

L’uomo morì soffocato dal suo stesso sangue, senza nemmeno emettere un suono.

La ragazza gli rubò tutto: trasmittente, pistola e munizioni ed uscì dalla stanza.

Teneva il pugnale stretto in mano, come se da quello dipendesse la sua intera sopravvivenza. Ogni rumore la costringeva a guardarsi intorno circospetta, voleva evitare quanti più scontri possibili, per non affaticarsi inutilmente. Continuava ad attraversare corridoi e scale perdendosi. Al mattino il percorso le era sembrato abbastanza semplice, ma adesso invece le sembrava di essersi inoltrata in un dannato labirinto. Voltò un angolo e si ritrovò due razziatori di fronte a lei. Si guardarono incuriositi e Anna si voltò e ritornò indietro. Si nascose nella prima stanza aperta, riuscendo a seminare i suoi inseguitori.

<<Ciao Raggio di sole!>>, alzò gli occhi e rivide la donna che le aveva dato da mangiare, quando era legata all’esterno. Aveva i capelli lisci, talmente lunghi che incorniciavano le curve di una gravidanza al sesto o settimo mese di gravidanza.

<<Scappare non farà altro che aumentare le tue sofferenze, arrenditi e accetta l’immenso amore di John…>>

Anna le puntò il pugnale contro e le intimò di fare silenzio, si guardò intorno e si rese conto di trovarsi all’interno di una piccola cucina. Aprì le credenze e cominciò a mangiare tutto quello che le capitava tra le mani.

<<Fai silenzio>>, le disse con la bocca piena, <<non ho voglia di sentire le tue stronzate sul suo grande amore… amore un gran cazzo!>>, prese una pagnotta e se la mangiò in pochi morsi.

<<Le ho appena sfornate, se vuoi in quel cesto ce n’è dell’altro.>>

Anna allungò il braccio, ma si fermò e la osservò. <<Potrei ucciderti, se solo lo volessi>>, le disse appoggiandole il pugnale alla gola.

<<So che non lo farai.>> Le rispose avvicinandosi alla punta del coltello.

Anna ripose il coltello. Quella donna era pazza, ma aveva uno sguardo intenso e fiero. Era strana, non fece nulla se non ricominciare quello che stava facendo prima della sua irruzione: pulire la cucina, come se nulla fosse.

<<Perché continui a restare qui?>>

La donna alzò le spalle e le offrì un panno pulito. <<Là fuori è peggio, non è rimasto più nulla, qui almeno…>>, disse accarezzandosi il ventre. <<John è gentile e…>>

In quel momento la trasmittente cominciò a parlare. <<Dolcezza, sei proprio uno spasso… sei riuscita a uccidere due dei miei, persino da drogata!>>, Anna sgranò gli occhi e la fissò impietrita.

<<I miei uomini ti volevano morta, ma io no… Io ti ho voluta salvare e lo voglio tutt’ora!>>, la ragazza socchiuse la porta e notò un gran movimento nei corridoi e guardò interrogativa la sua nuova compagna.

<<Si staranno riunendo nel cortile principale, la pedana… dov’eri legata>>, spiegò.

<<Come c’arrivo?>>.

<<Ma a tutto c’è rimedio…>>, continuò John.

Le due donne attraversarono i corridoi e arrivarono al campo principale senza problemi. Alla vista della donna nessun razziatore osava avvicinarsi e anzi le aprivano le porte, porgendo il loro rispetto.

Il capo dei razziatori sovrastava Richy e impugnava la sua spada, facendogliela dondolare vicino al corpo.

<<Chi vuole la testa di questa merda?>>, urlò ai suoi uomini euforici. Molti di loro avevano profonde ferite su gambe e braccia e molti dei gruppi, che Anna aveva visto uscire al mattino, ora non erano presenti.

<<Chi vuole la testa di quest’assassino?>>.

Richy doveva aver combattuto come una furia per ritrovarla. Stava rischiando tutto per lei. Anna si mosse ancora prima di capire cosa stesse per fare: afferrò la donna e sparò un colpo in aria, attirando tutta l’attenzione su di lei.

I razziatori si bloccarono all’unisono e si voltarono a guardarla. Sparò senza esitazione alla faccia di due uomini che le si erano avvicinati troppo. Salì sulla pedana, guadagnandosela con il sangue degli uomini di John.

<<Liberalo>>, disse puntando l’arma alle tempie della donna.

John le sorrise sorpreso. Alzò la spada e la puntò al cuore di Richy.

<<Di grazia cosa vorresti fare? Ucciderla? Vorresti uccidere Jasmine?>>, scoppiò a ridere. <<Non lo farai, ragazzina! Non ne sei capace, mentre io sì!>>. Anna sparò in aria e premette di nuovo la canna sulla tempia della donna, togliendo la sicura.

Si fissarono a lungo, nessuno dei due voleva cedere.

<<Vuoi scommettere?>>, abbaiò puntando la canna sul ventre della donna.

<<Ti prego no…>>, piagnucolò Jasmine, distraendo John, che abbassò per un attimo la spada.

Richy sfilò il pugnale di Anna e lo conficcò nel fianco dell’uomo confuso. Il ragazzo riuscì a evitare per pura fortuna un colpo di fucile, mentre John urlava ai suoi di abbassare le armi.

Anna e Richy obbligarono Jasmine a scappare con loro, mentre i razziatori si erano distratti. Corsero senza mai voltarsi indietro, senza curarsi di cosa stava per accadere.

Le urla concitate degli uomini e un unico colpo di fucile bastarono per cambiare per sempre la vita dei presenti. Jasmine crollò a terra in una pozza di sangue, mentre John gettò a terra il fucile fumante.

Richy bloccò Anna e la costrinse a ricominciare a correre. Per Anna il mondo non aveva senso, la vita era dominata dalla follia e mentre i suoi pensieri erano dominati dal dubbio, John vinto dal dolore colpiva ogni uomo che gli capitava a tiro: <<Ti ucciderò, stronza maledetta!>>

I due continuarono a correre, finché il fiato e le forze glielo consentirono. Erano stanchi, feriti e infreddoliti. Un solo pugnale per combattere e l’asma di Anna aveva ricominciato a darle noia.

Ripresero a correre, più per disperazione che per altro, ma la notte non perdona: il terreno franò sotto ai loro piedi e finirono inghiottiti dalle acque gelide della Gogna.

Nuotarono con tutte le forze che gli erano rimaste, finché tutto divenne nuovamente buio.

 

Avanti

7 thoughts on “4 Dicembre 2025

      1. Questo sì.
        Ah, ho concluso il racconto in 3 parti 4 mani ecc.
        Ps.: se riesco faccio articolo di recap della tua (e delle altre) storie a puntate che seguo.

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...