Diario di bordo

Bentornati in questo piccolo anfratto sperduto.

Oggi scriverò un post un po’ diverso dal mio solito. Forse inizierò una nuova rubrica: Diario di bordo o forse no. Non ho ancora deciso! Certamente l’anno 2016 è iniziato all’insegna della chiarezza. Per favore, non puntualizzate dicendo che siamo appena entrati nel mese di marzo!

Sono quisquiglie e l’anno è appena cominciato. Molte cose dovranno ancora cambiare e/o iniziare, perciò non siate troppo puntigliosi su queste piccolezze!

Sono a casa ammalata con l’influenza, mal di gola che mi costringe a star in silenzio e questo, amici miei, non avete nemmeno idea di come sia limitante… per chi mi sta intorno forse è un sollievo, ma tant’è… non facciamo i puntigliosi ancora una volta!

Per fortuna ho questo spazio e qui, posso parlare a sproposito e quanto voglio!

Non è una minaccia tranquilli! È una promessa! 😀

Abbiate pazienza fra poco arriverò al dunque, forse…

Per iniziare

Un periodo di stacco forzato come il mio, ogni tanto è salutare. Serve per schiarirsi le idee e riflettere, su quanto fatto fino a quel momento.

Soprattutto, se da tempo si è perseguitati dalla sensazione di girare a vuoto senza alcuno scopo e amici miei, quando si perde di vista l’obbiettivo… si perde solamente il tempo speso. Tutto ciò che si è fatto fino a quel momento, vi garantisco, che è da cestinare, quasi nella sua completa totalità.

Volevo condividere con voi, ciò che sono riuscita a realizzare e alle soluzioni pensate.

Interessante vero? No, per nulla! 😉 Me la canto e me la suono… non fateci caso!

Pagina 1

Vi ricordate il romanzo con il quale ho rotto le scatole fin dalla nascita del blog? Bene, sono arrivata alla seconda stesura. Sono passati tre anni da quando lo iniziai e nel frattempo sono cambiate molte cose. Io sono cambiata!

Durante il percorso intrapreso, mi sono laureata, sono divenuta una libera professionista, ho ricominciato a frequentare il dojo di karate e ho iniziato le lezioni di inglese con una mia amica speciale (lo stesso angelo che si è offerto di divenire editor). Insomma nel corso di tre lunghi anni sono cambiata moltissimo e tutto questo, per ovvie ragioni, ha cambiato il mio modo di vedere la scrittura e la storia raccontata. È passato un periodo sufficiente, per permettermi di maturare in tutti gli aspetti della vita e non solo in quello di scrittrice.

In poche parole, mi sono armata di santa pazienza, bic blu in una mano, bic rossa nell’altra, pagine pasticciate e dita sulla tastiera. Interi pezzi del romanzo verranno cancellati, molte ingenuità strappate, obbiettivo? Rendere il testo scorrevole e piacevole alla lettura, con l’intento di lasciare il lettore incollato alle pagine con tachicardia e suspense. Non rimborso visite cardiologiche!

Pagina 2

Reborn city. Devo scusarmi con tutti coloro che commentarono quello scritto. Avevate ragione e tanto anche!

Quel racconto era nato nel mio pensiero in maniera molto più violenta e distopica di quella, che invece riuscì a scrivere e pubblicare su questo spazio, infatti non appena lo ripresi in mano qualche mese fa e grazie a qualche incoraggiamento ricevuto (calci in culo, più precisamente), sono riuscita a far crollare quegli stupidi paletti di vergogna che mi ero autoimposta. Beh… ora che l’ho riscritto, stampato e fatto leggere a qualche persona, e dato in pasto all’editor, non mi rimane che un’ultima cosa da fare.

Pubblicarlo! Questo, però non è un piccolo paletto, ma un muro spesso e profondo come la muraglia cinese! Ci riuscirò… un giorno… forse! 😀

Procedendo

Durante questo periodo di pausa forzata ho deciso molte cose per le mie storie.

Il destino che ho in serbo per Reborn city, (futuro distopico, non troppo lontano dal nostro), diverrà una raccolta di racconti. Data di scadenza? Da definirsi.

Il romanzo, invece, dal titolo non definitivo Hereaclion, non farà più parte di una trilogia, come avevo inizialmente pensato, ma sarà il primo di due volumi. Perché? Vi starete chiedendo? Il motivo è semplice: è la storia stessa a chiederlo. Data di scadenza? Mese prossimo, credo…

In conclusione

Per arrivare a questa semplice risposta mi ci sono voluti tre anni… sono tarda, ma che ci volete fare? Io sono io!

Voi, invece? Queste decisioni come le gestite? Le capite al volo o anche voi, ogni tanto sentite la necessità di sparire e riflettere lontano da tutto e da tutti?

6 thoughts on “Diario di bordo

  1. La vita che conduciamo oggi e’ troppo piena e a volte e’ necessario prendersi una pausa, staccare la spina, usare il tempo libero non per riempirsi di nuovi impegni, ma soltanto per rallentare, fare pulizia nella nostra mente e riflettere. Riposare il cervello, se vogliamo, disintossicarlo dall’ansia e dalle continue scadenze e preoccupazioni che lo tartassano ogni giorno.
    Il mese scorso il medico mi ha fatta rimanere a casa 10 giorni. A parte la febbre alta, quei giorni sono stati una benedizione. Ho scritto piu’ in quella settimana e mezza che in 6 mesi, sono riuscita ad avere una visione piu’ obiettiva di altri scritti gia’ completati, ho ricaricato le batterie, mi sono disintossicata dallo stress. In altre parole, quei 10 giorni sono stati la dimostrazione che, quando la testa e’ troppo piena, su carta non buttiamo giu’ neppure una riga.
    Tutto questo per dire: ti capisco 🙂

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