Al chiaro di luna con Potpourri Comics (parte seconda)

Rieccoci qui, brava gente. Ultimamente sono stata un bel po’ assenteista e le mie programmazioni sono saltate praticamente tutte, per non parlare poi del mio romanzo… fermo, udite, udite, all’ultimo capitolo, ma si può essere più stupidi di così?

Beh, mettiamo da parte la mia negligenza e riprendiamo, invece l’intervista a Potpourri Comics​. Loro a differenza di me, mettono dei paletti, delle scadenze e le rispettano! Certo hanno trovato un metodo tutto loro per far rispettare le scadenze delle varie fasi, con delle multe.

Meno male che non ne faccio parte, altrimenti, a quest’ora sarei la prima investitrice del progetto. U_U

Ricapitolando dunque, la volta scorsa abbiamo letto di come le singole persone debbano imporsi delle regole per far funzionare la collettività e di come ne traggano vantaggio. Editing, lettering, disegni, chine tutto viene revisionato da più persone e questo comporta inevitabilmente un innalzamento della qualità.

E ora, lascio di nuovo la parola a loro: i Potpourri Comics.

Saretta (Sara Antonellini), Nekori Sama (Sharon Marino), Echo (Valeria Rossotto), Vaan Midlad (David Malan), Deeble NF (Nicolò Fila), Snoopie (Giulia Antoniotti) e Mad Lemon (Enrica Nicola).

Distribuzione e canali

L’esperienza dell’auto-produzione è infinita. La prima lezione che si impara oserei dire è quella che viene dopo la conclusione dei disegni e delle storie: la distribuzione. Per distribuire e vendere, però bisogna essere visibili. Voi come avete fatto? Quali sono stati i vostri passi passati e quali saranno quelli futuri?

Saretta (Sara A.): Eh, per i primissimi nostri passi si parla ancora prima del volume 1!

Deeble NF (Nicolò F.): I social network, di solito, sono sempre un buon modo per cominciare a darsi visibilità.

Saretta (Sara A.): Mentre progettavamo il primo volume e il primo calendario, abbiamo iniziato a partecipare a delle piccole fiere come ritrattisti.

Vaan Midlad (David M.): Oggi le telecomunicazioni e i social ci permettono di “entrare nelle case” di centinaia di persone, ma è nelle fiere del fumetto che si fidelizzano i primi fan e ci si coNFronta con i lettori e gli altri autori.

Quindi avete partecipato alle fiere come autori, ancora prima di Potpourri?

Saretta (Sara A.): Esatto.

Snoopie (Giulia A.): è capitato una volta, no?

Saretta (Sara A.): Cioè, noi eravamo già Potpourri Comics, ma non avevamo ancora pubblicato il volume Potpourri.

Sono stati i primi passi per iniziare a vedere come era essere ad una fiera dall’altro lato del bancone!

Vaan Midlad (David M.): In realtà abbiamo considerato i social, un posto in cui i nostri fan in carne ed ossa potessero andare in attesa del nuovo volume e per seguire le nostre iniziative ed i concorsi. Ma non come catalizzatore. Sostanzialmente perché Potpourri non è un prodotto per l’online, è un prodotto che esiste in carta e passaparola, risiede nel lasciare che la qualità e la professionalità facciano il “marketing” al posto nostro.

Saretta (Sara A.): Esatto. Sui social network vanno forte i web comics, perché nascono e crescono proprio lì. Mentre noi siamo “veri” xD Ed è nella realtà che ci facciamo conoscere! Facebook e i social network, come detto da David, sono un punto di incontro e di ritrovo per i nostri fan. Per rimanere aggiornati… insomma, i social sono le nostre comari.

Echo (Valeria R.): La verità è che il cartaceo è troppo bello per essere accantonato in favore del web. Anche perché tutti noi desideriamo essere pubblicati su carta, non sul web, e avere esperienza in questo campo è estremamente utile e appagante.

Vaan Midlad (David M.): Ovviamente arricchiamo sempre l’online con nuove iniziative ed esclusive, ma vogliamo anche premiare chi invece compra il volume. Non è il metodo più efficace, questo lo può constatare qualsiasi analista di dati, ma come abbiamo detto prima, lo scopo di Potpourri Comics non è spingere i fan a darci soldi, quanto convincerli che siamo un investimento che vale. Per questo sudiamo per mantenere i prezzi bassissimi (chiunque abbia provato ad autoprodursi sa che un volume come Potpourri deve essere venduto a 10€ se si vuole un guadagno), ci interessa di più che i lettori siano appagati che non che paghino o clicchino, se mi spiego. Per quello ci sono i webcomic parodistici.

La realtà editoriale adesso è questa: il cartaceo è l’unica cosa che davvero rappresenta un incontro tra lettore ed autore, per adesso.

Snoopie (Giulia A.): Per la stampa ci aiutiamo con gli sponsor.

Vaan Midlad (David M.): Sì, abbiamo trovato alcune attività che hanno creduto in noi ed hanno voluto contribuire alle spese di stampa in cambio di pubblicità. Credo che i lettori ne siano inconsciamente riconoscenti, avendo 6,50€ in una tasca e due pagine di pubblicità nel volume. Laddove 6,50€ è il resto dei 10€ che menzionavo prima.

Saretta (Sara A.): Sì, ultimamente abbiamo avuto modo di ottenere sponsor nel volume e nonostante si creda il contrario, non sempre piovono dal cielo. Facendoci conoscere e avendo un prodotto valido siamo riusciti a trovare persone e attività che hanno creduto in noi, così facendo ci hanno dato una mano enorme per la pubblicazione.

Prezzi

Da quello che ho capito, preferite vendere il vostro lavoro a poco, in modo da invogliare la gente a comprare.

Vaan Midlad (David M.): L’interesse principale è venire letti.

Saretta (Sara A.): Sì, ma soprattutto perché come Potpourri Comics non è nostra intenzione guadagnare, ma farci conoscere.

Scusate se mi permetto, ma vendere a basso costo, non si rischia di sottovalutare il vostro enorme lavoro?

Saretta (Sara A.): Alcuni ce l’hanno già detto in passato, ma non è il prezzo sulla copertina a definire la qualità di un prodotto e questo l’abbiamo appurato in diverse occasioni.

Deeble NF (Nicolò F.): Sottoscrivo.

Vaan Midlad (David M.): Sì, è una cosa in cui gli autori da 15€ per 30 tavole cadono, vedendo i nostri prezzi. La verità è che chi compie questo giudizio non sarebbe comunque il lettore che fa per noi.

E poi molti si convertono dopo averlo letto da un amico o così via. In fiera ci teniamo anche ad essere vicini ai nostri fan e realizziamo anche ritratti o commissioni a prezzi, onestamente, da straccioni, ma è una valida alternativa all’essere snob e distaccati, e chi crede in noi lo apprezza.

Saretta (Sara A.): Siamo un prodotto che compri anche se non sei magari sicuro, ma il prezzo così basso ti porta a dire “Ma sì, perché no?” quando un volume da 15€ non ti permetterebbe questa occasione. Ed è lì che ti conquistiamo.

Vaan Midlad (David M.): E poi tornano per prendere il 2, il 3 e il 4 e il calendario. Con un ritratto di coppia e una spilla, grazie.

Echo (Valeria R.): I lettori che tornano al nostro stand sono molti e non ho mai sentito di essere sottovalutata da nessuno di loro, anzi. E poi, il lettore non deve pagare le mie tavole, paga un volume che è stato stampato in molte copie. Venderlo al lettore come se dovesse pagarmi lui da solo il lavoro di mesi sarebbe scorretto. Ogni lettore investe una piccola parte del suo denaro e di se stesso quando consiglia il nostro fumetto agli amici.

Saretta (Sara A.): E un abbraccio

Echo (Valeria R.): E la gioia di quando ci chiedono di firmare i volumi o di fare foto con loro? quella è senza prezzo.

Snoopie (Giulia Antoniotti): Quando tornano è il ripagamento di tutte le fatiche.

Vaan Midlad (David M.): Tutto questo chiaramente è anche un limite, perché rende difficile la distribuzione o altre iniziative di espansione, ma questo non deve essere e non sarà un problema del lettore.

Saretta (Sara A.): Io adoro quando vengono al banco, ci salutano, ci dicono i loro pareri sulle storie, ci chiedono un autografo, un abbraccio, una foto…

Feedback e valutazioni

La volta scorsa, David ha detto che utilizzate FB come sistema per far votare ai lettori la storia più bella. Questo sistema mi sembra molto simile a quello delle cartoline delle riviste giapponesi. In Giappone questo metodo serve per capire quanto i diversi mangaka hanno seguito e dai piccoli coupon viene determinata la vita e la durata della serializzazione, e in Potpourri Comics, le votazioni, cosa determinano? Quanto iNFluiscono nel vostro flusso lavorativo?

Saretta (Sara A.): David è l’appassionato di statistiche e votazioni, lascio la parola a lui (ma magari intervengo nel frattempo xD)

Vaan Midlad (David M.): Ci servono per conoscere i nostri lettori, e capire cosa apprezzano di più da noi. Insomma, come la fase di editing interna ma fatto da decine di persone.

Echo (Valeria R.): Dai risultati delle votazioni possiamo analizzare le storie per cercare di capire cosa è piaciuto e cosa no. Questo di solito non ci limita per il volume dopo, ma ci costringe a fare dell’ulteriore autoanalisi partendo da un punto di vista differente dal nostro di autore.

Nekori Sama (Sharon M.): Tipo io apprendo che i miei shounen-ai non hanno molto presa XD ma so che è solo perché le yaoiste si nascondono u.u (spero…)

Vaan Midlad (David M.): Poi, come dicevo prima, non la si vive alla Shonen Jump dove l’autore o la storia che va bene non cambia e quella che va male se ne va, anzi, spesso ci è capitato di notare che un certo genere riscuoteva più consensi, questo non vuol dire che ci siamo fossilizzati.

Insomma, se potessimo, chiederemmo una recensione approfondita a ogni lettore, ma sappiamo che per alcune persone sarebbe chiedere troppo, perciò riduciamo la cosa ad un click.

Snoopie (Giulia A.): Già, io ad esempio continuo a fare storie che non piacciono a nessun- ehm!

Questa la tagliamo, come si dice. (Questa è troppo carina, perciò la tengo ndr).

Echo (Valeria R.): Aggiungo che molte volte proprio perché siamo autori e ci conosciamo tutti personalmente, tendiamo a dare per scontati alcuni aspetti delle nostre storie e le votazioni ci permettono di individuare i punti deboli e allo stesso tempo i punti forti.

Saretta (Sara A.): Io vedo i voti come un’ottima base per sperimentare.

Per dirla tutta, ho voluto provare a fare un genere più comico nel terzo volume e vedere se avrebbe fatto più presa sul “grande pubblico”, al contrario delle storie intimiste a cui mi dedico maggiormente. E iNFatti è stato così, ma non per questo mi baso sui voti per decidere che storia fare, ma per capire che strada sto percorrendo!

Vaan Midlad (David M.): Anche perché il parere ed il gusto di un lettore è diverso da quello di un autore, anche su storie non proprie. Insomma, un regista commenterà un film diversamente da un dottore e da un impiegato, dimostrato dal fatto che critica e vendite spesso stridono, ma siccome noi non vendiamo solo ad autori e critici, è indispensabile sapere che ne pensa un esterno.

Saretta (Sara A.): Ovviamente non nascondo che qualche voto in più sulle storie più “mie” non mi dispiacerebbe! Ma per fortuna non è mai stata una gara, appunto perché sappiamo che ogni storia pubblicata è frutto degli sforzi di tutti noi.

Lavoro di squadra

Penso che uno dei maggiori pericoli per un gruppo così numeroso, possa essere la nascita di gelosie e invidie interne, ma da quanto avete detto, non sembra così. È bello vedere come tante persone lavorino all’unisono per intraprendere un unico viaggio e raggiungere lo stesso obbiettivo.

Nekori Sama (Sharon M.): Ma l’invidia c’è sempre un pochino… Basta tenerla sotto controllo e impegnarsi a raggiungere livelli maggiori… o meglio: desiderati.

Echo (Valeria R.): Certo che siamo invidiosi dei talenti altrui, ma alla fine è un fattore di impegno e crescita personale. La vera sfida non è con gli altri ma con sé stessi!

Snoopie (Giulia A.): Ma io proprio invidia zero, al massimo me la prendo con me stessa.

Deeble NF (Nicolò F.): A livello personale, non dico di non aver provato o provare tuttora invidia per qualcun altro, ma è qualcosa che si impara a gestire.

Saretta (Sara A.): Oh ma siamo gelosissimi tra noi, come lo si può essere tra amici (lei è più bella, lui è più simpatico, lei ha più amici, lui ha ecc.), ma appunto, come amici riconosciamo i meriti di ognuno di noi e non ci facciamo soffocare dai brutti pensieri, perché sappiamo che ognuno di noi è pronto ad aiutare l’altro nel migliorarsi.

Vaan Midlad (David M.): Sarebbe sciocco negare che si creano dei contrasti, e anche l’invidia può nascere. L’astuzia sta nel chiedere al soggetto di invidia consigli e sfruttare il fatto di averlo in squadra, piuttosto che farsi il fegato marcio. Personalmente non ho mai trovato rivalità o risentimento verso nessuno del gruppo, ma anche se ci fosse stata, sarebbe probabilmente stata catalizzata in qualcosa di utile alla crescita del gruppo.

Deeble NF (Nicolò F.): Sottoscrivo quanto ha detto David. Io sono sensibile alle critiche, ma per quanto possibile cerco di utilizzarle per migliorarmi.

Snoopie (Giulia A.): I contrasti, secondo me, sono più riguardo a opinioni divergenti, ma non perché uno sia più o meno bravo.

Mad Lemon (Enrica N.): Essere un po’ invidiosi può capitare, ma siamo comunque coscienti che ognuno di noi ha dei punti deboli e dei punti di forza, così siamo sempre spinti ad impegnarci per migliorare.

Snoopie (Giulia A.): Anche perché, come detto prima, ognuno ha comunque i propri punti deboli e ancora tanto da imparare.

Saretta (Sara A.): Assolutamente, come le critiche che ci facciamo, l’invidia (e quindi vedersi “meno bravi” di un altro) ci aiuta a stringere i denti e migliorare, quindi, ben venga! Se non ci fosse sfida non ci sarebbe crescita.

Echo (Valeria R.): Siamo sette persone molto diverse l’una dall’altra (come si può osservare in Potpourri Special XD), ognuno di noi con forti opinioni spesso contrastanti. Lavorare insieme non è sempre facile, e a volte bisogna ingoiare qualche rospo, ma è così anche in famiglia, con i colleghi di lavoro, gli amici del pub. Farsi fermare da queste cose sarebbe sciocco. L’importante è spiegare le proprie ragioni e trovare un punto di accordo.

Sante parole. Quest’aspetto è importante sempre, non solo nell’ambito lavorativo, ma anche nella vita in generale.

Echo (Valeria R.): Io sono convinta che se un’amicizia sopravvive al fatto di lavorare insieme vuol dire avere un’amicizia molto solida e saper tenere un atteggiamento professionale. Entrambe non possono che essere un vantaggio.

Saretta (Sara A.): Se l’amicizia sopravvive al lavorare, viaggiare e vivere assieme possiamo metterci firma, timbro e sigillo sopra. 😉

Deeble NF (Nicolò F.): La cosa più importante è cercare di essere sinceri, sia in ambito professionale che personale.

Echo (Valeria R.): Anzi, a dirla tutta la nostra amicizia si è consolidata proprio tramite il lavoro. Quando è nato Potpourri Comics stavamo ancora imparando a conoscerci.

 

Saretta (Sara A.): Sinceri e professionali. Non ci si critica con arroganza ma con oggettività e ci si risponde allo stesso modo. A volte può sembrare difficile avere una grande amicizia e un rapporto lavorativo stabile, ma se sai distinguere le due cose il gioco è fatto!

Snoopie (Giulia A.): Per me sì può dire che Potpourri Comics sia un piccolo allenamento a vivere. Cioè, io ad esempio sto imparando anche degli aspetti che esulano totalmente dal mio modo di essere, ma che sono utilissimi sempre, come la capacità di portare avanti un progetto a lungo termine in maniera organizzata.

Da ora in poi…

Potpourri ha una cadenza annuale, avete già in mente cosa succederà nel futuro? Progetti? Il progetto continuerà a vivere, anche se alcuni di voi dovessero prendere strade alternative?

Saretta (Sara A.): Quello che io immagino e spero per Potpourri Comics è che il volume “Potpourri” esista sempre, non per forza a cadenza annuale, magari più dilatata, ma che non smetta mai di esistere. In contemporanea ovviamente ad altri volumi “marchiati” Potpourri Comics, volumi e/o serie di alcuni di noi, chissà.

Vaan Midlad (David M.): Beh, questa domanda ha già trovato risposta nel vol.4, con il passaggio di testimone tra Giunke e Mad Lemon… se qualcuno di noi volesse lasciare il gruppo per perseguire altre strade, Potpourri Comics non glielo impedirà. Questo non vuol dire che sia l’unica possibilità! Ad esempio Nekori Sama sta sviluppando Agrodolce come fumetto parallelo a Potpourri che verrà comunque venduto sul nostro banco. Un altro progetto simile è Brothel Bros, avviato di recente da me, Saretta e altre autrici esterne a Potpourri Comics; senza contare poi che io e Saretta stiamo collaborando con ManFont e che DeebleNF e Saretta hanno lavorato per BeccoGiallo… insomma, Potpourri non è un ergastolo, ma non è nemmeno un impegno full-time, e questo ci permette di continuare a fare Potpourri annualmente ed usare il tempo extra per offrire altro al lettore, oltre ad avere esperienze da riversare sul gruppo.

Come dicevo prima, si era considerata la possibilità di rendere la cadenza di Potpourri più frequente, ma questo avrebbe vincolato gli autori a lavorare solo su storie brevi in A5, mentre così abbiamo tempo e possibilità di lavorare su storie più lunghe, storie a colori, storie gratuite online, storie in prosa… insomma la libertà autoriale in Potpourri Comics la fa da padrone. Fermo restando che siamo un gruppo, e quindi questi progetti paralleli verranno appoggiati dagli altri.

Saretta (Sara A.): Fermo restando che accetterei di malgrado se qualcuno si volesse sciogliere da Potpourri Comics, la riterrei una scoNFitta personale. Siamo una realtà lavorativa, ma come detto prima, siamo anche amici e per me questo vuol dire molto. Abbiamo condiviso tantissimo e insieme stiamo crescendo, non posso immaginare/accettare un futuro senza qualcuno di noi nel gruppo. Ma purtroppo è già successo e ovviamente Potpourri Comics è rimasta comunque in piedi, magari un po’ abbacchiata, ma in piedi.

Conclusioni

Questo blog vorrebbe essere un luogo d’incontro per scrittori e lettori, ma ciò che avete raccontato, il vostro gruppo, l’editing critico quasi professionale, l’aiutarvi a vicenda e l’esperienza diretta con il vostro mercato è un qualcosa che può far riflettere.

Potpourri mi sembra un progetto molto romantico. Avevo iniziato l’intervista con l’intenzione di chiedervi nel dettaglio ogni vostro step, anche singolarmente, e paragonarlo al metodo narrativo, ma quello che avete detto, la vostra esperienza professionale e personale, è molto più di quello che mi aspettavo. Una vera e propria ispirazione e per questo vi ringrazio!

Vaan Midlad (David M.): Figurati, grazie a te

Deeble NF (Nicolò F.): Grazie a te

Nekori (Sharon M.): Grazie

Quale sarà la vostra prossima tappa? Dove potremo incontrarvi in carne e ossa?

Echo (Valeria R.): A Villafranca il 13 e 14 giugno “La sagra dei fumetti”.


Come rintracciarli

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Saluti

Vi ringrazio ancora una volta per la vostra disponibilità e ringrazio, naturalmente, anche te lettore, che con pazienza maniacale sei arrivato fino a qui! Quest’intervista è stata lunga, ma spero che in qualche modo ti sia rimasta nel cuore, come lo è stato per me.

Ora ti lascio la parola, scrivi qui sotto cosa ne pensi di tutto quello che è stato detto e se hai qualche domanda da porre non farti problemi! Potpourri Comics risponderà!

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