Al chiaro di luna con Potpourri Comics (parte prima)

Ben tornati belli e brutti, finalmente dopo una settimana torno con il post di giovedì (che oggi sia martedì è un’altra storia! (Coff, coff, meglio far finta di niente :P). Comunque sia, oggi sono qui e mi presento con un articolo molto interessante  della rubrica “Al chiaro di luna con”.

Questa volta ho intervistato o importunato, pensatela come volete, un gruppo di sette ragazzi, che qualche anno fa, tra i banchi della Scuola Internazionale di Comics di Torino, hanno deciso di mettersi insieme e formare il gruppo Potpourri Comics, che si è concretizzato nella loro realtà editoriale.

Ho chiesto loro un’intervista perché credo che le varie dinamiche, che si muovono all’interno del loro gruppo, possano essere interessanti anche per chi, come me, agogna alla pubblicazione dei propri testi. Questi ragazzi, così talentuosi, sono riusciti a creare e pubblicare una serie di fumetti, anzi di volumi, con una qualità e passione tali, che non hanno nulla da invidiare alle altre case editrici, ma non voglio anticiparvi nulla.

Quest’intervista sarà divisa in più parti e spero, o voi che mi leggete, che questo gruppo vi incuriosisca a tal punto da spingervi a commentare e a allacciare un dialogo tra voi e loro!

Bando alle ciance, ve li presento: Saretta (Sara Antonellini), Nekori Sama (Sharon Marino), Echo (Valeria Rossotto), Vaan Midlad (David Malan), Deeble NF (Nicolò Fila), Snoopie (Giulia Antoniotti) e Mad Lemon (Enrica Nicola).

Al chiaro di luna con Potpourri Comics

Ben arrivati a tutti, finalmente siamo riusciti a riunirci e per oggi sarò la vostra intervistatrice… fuori dal comune, spero! Siete i famosi e bravi autori di Potpourri Comics.
Da qualche anno avete creato questo gruppo e avete iniziato a frequentare le varie fiere con il vostro fumetto autoprodotto, volete presentarvi e raccontarci come è nata questa avventura?

Saretta (Sara A.): Eheheheh. Potpourri Comics è nato da un’idea di Sharon (Nekori Sama) che ha coraggiosamente spifferato al mio orecchio, durante una lezione. Entrambe eravamo entusiaste dell’idea di formare un gruppo di fumettisti con la finalità di aiutarci a vicenda e pubblicare insieme qualcosa, che fosse nuovo e diverso! Ma, oltre a me e Sharon, serviva qualcuno in più…

Echo (Valeria R.): Quindi Sara ha iniziato a lanciare gomme per attirare la nostra attenzione e finendo per attirare anche quella del prof.

Saretta (Sara A.): Perciò quale metodo migliore se non indicare con sguardo determinato (per non dire cattivo) le persone più interessanti e simpatiche della classe?

Vaan Midlad (David M.): Poi però ha ripiegato su di noi 😉

Snoopie (Giulia A.): È andata proprio così! Non ho avuto il coraggio di dire no.

Saretta (Sara A.): Diciamo, che nessuno POTEVA dirmi di no xD

Nekori Sama (Sharon M.): Sì, era più un obbligo che un’offerta.

Deeble NF (Nicolò F.): Nel mio caso, mi ha afferrato per la collottola e mi ha trascinato a viva forza nel gruppo dopodiché mi ha strappato via l’anima per sempre. Sembrerò masochista, ma ancora la ringrazio per questo.

Vaan Midlad (David M.): Sì, è stata piuttosto categorica, ma ognuno di noi aveva capito la stessa cosa: esordire non è facile, specialmente se si cerca di farlo da soli, perciò, perché no?

Echo (Valeria R.): Enrica (Mad Lemon) è stata l’unica ad avere una scelta… e a non essere stata abbastanza furba da scappare.

Saretta (Sara A.): Sì, una scelta… diciamo che le stavamo un po’ addosso del tipo: “Allora? Ti va? Ci sei? Eh? EH?”

Mad Lemon (Enrica N.): La verità è che non sapevo ancora a cosa sarei andata incontro. XD

Saretta (Sara A.): Ma posso dire con orgoglio che non sarebbe stata la stessa cosa se non fosse nato così, Potpourri Comics.

Vaan Midlad (David M.): C’è da dire però che quando è entrata Enrica, la scorsa primavera, ormai Potpourri Comics era già saldamente organizzato, il vero salto nel vuoto l’abbiamo fatto quando abbiamo cominciato a lavorare al volume 1.

Saretta (Sara A.): Vero David. Potpourri Comics è nato con 9 membri: io, Vaan Midlad, Echo, Deeble NF, Snoopie, Nekori Sama, Giunke, Jeikappa e Swink.

Vaan Midlad (David M.): Grazie alle esperienze professionali che alcuni di noi avevano nella grafica e nel lettering abbiamo potuto mettere su il primo volume, anche se avevamo (ed abbiamo) ancora MOLTE cose da imparare. Ma se non avessimo fatto il volume 1 non avremmo avuto un vol.4 e un 5 in arrivo, se mi spiego.

Saretta (Sara A.): Prima dell’uscita del 1° volume siamo scesi a 7 (Jeikappa e Swink hanno preferito mollare), e siamo rimasti tali fino al terzo volume. Giunke poi ha deciso di fare una pausa ed è proprio in quel frangente che è salita a bordo Mad Lemon.

Potpourri, probabilmente si è evoluto da semplice progetto-oggetto, ma divenendo nel corso del tempo un’esperienza di vita. Un percorso dove le strade di chi partecipa si incontrano e scontrano, senza però decretarne la fine.

Echo (Valeria R.): Oh, sì, ci incontriamo e scontriamo un sacco XD

Vi seguo fin dagli esordi, anche se sono una vostra silenziosa sostenitrice. Radio, concorsi, fiere, facebook.

Progettazione Ideazione

Il vostro progetto è in continua crescita. Quello che mi ha colpito del vostro gruppo è la grande tenacia con cui portate avanti il progetto. Vi ho invitati, qui in questa piccola casetta, oggi un po’ affollata, per discutere con voi i vari passaggi che costituiscono il vostro lavoro: dall’ideazione/progettazione, revisione e marketing.

Comincerei con la prima parte se siete d’accordo.

Tutti: Ok

I vostri albi sono composti da diverse storie autoconclusive. Si potrebbe dire che i vari volumi siano una sorta di raccolta antologica, ed ecco che arriva la prima domanda: come fate a decidere i vari temi dell’albo?

Preferite affrontare un tema unico oppure no? Piena libertà per tutti?

Nekori Sama (Sharon M.): Libertà.

Vaan Midlad (David M.): Cerchiamo sempre di fare in modo che ognuno di noi possa scrivere ciò che vuole, e il fatto di non avere un filo conduttore tra le varie storie era una cosa decisa fin dall’inizio proprio per fornire al lettore una vasta gamma di stili e generi tra i quali poter trovare il proprio favorito.

Snoopie (Giulia A.): Nei primi volumi il tema era molto libero, ultimamente ci mettiamo più attenzione per evitare di essere ripetitivi o troppo uniformi.

Vaan Midlad (David M.): Chiaramente come dice Giulia discutiamo assieme tutte le idee per le storie in modo da evitare che ci siano ripetizioni di argomenti o temi. Per assicurarci sempre che sia un Potpourri e non un purè.

Saretta (Sara A.): Beh, prima di decidere i temi, tutti noi portiamo sul “banco Potpourri” le idee che vorremmo fare per il volume in lavorazione. Una volta sondate le storie si cerca di avere una buona varietà di temi e generi, insomma…un Potpourri 😉

Nel caso ci rendessimo conto che la maggior parte delle storie si assomigliano, vediamo cosa possiamo modificare e anche rifare da zero, pur di mantenere fede al nostro titolo 😃

Cerchiamo sempre di offrire ai nostri lettori la possibilità di trovare la “loro storia”, perciò cerchiamo di avere la più ampia scelta di gusti 🙂

Vaan Midlad (David M.): Allo stesso tempo incoraggiamo anche quelli di noi che vogliono sperimentare con un genere diverso dal loro solito o qualcosa che probabilmente non sarà un successone, ma che potrebbe trovare il suo pubblico. Insomma, la priorità è proprio lasciare ad ognuno di noi la libertà necessaria per fornire al lettore un campionario vario di ciò che possiamo offrire, e che ci sia qualcosa per tutti.

E il sistema di far votare ai lettori la propria storia preferita ci ha dimostrato che la varietà piace.

Quindi sì, anche se siamo una piccola realtà autoprodotta abbiamo sempre ricercato una qualche forma di editing interno, condividendo le idee, i suggerimenti e le correzioni. Credo che possiamo essere tutti d’accordo che, se non avessimo discusso insieme le idee, ogni storia avrebbe qualche punto in meno.

Certo, la fase di discussione collettiva è molto delicata perché si vuole aiutare gli altri a dare il meglio, non costringerli a compiere certe scelte. Appunto, editing costruttivo, non bocciature categoriche.

Saretta (Sara A.): Io personalmente ritengo che ogni storia di Potpourri sia alla fine nata grazie all’aiuto di tutti noi. 💜 Se non ci aiutassimo, chi durante la stesura della storia, chi durante i disegni, non potremmo essere soddisfatti come lo siamo ora dei nostri volumi.

Deeble NF (Nicolò F.): Di solito, cerchiamo di evitare anche di ritrovarci con due volumi consecutivi che contengano storie dello stesso genere in egual quantità, di modo che si possa avere “respiri” diversi di albo in albo.

Mad Lemon (Enrica Nicola): Sicuramente lo scambio di opinioni riguardo le idee sulle nostre storie è importante per migliorarci e per crescere.

Echo (Valeria R.): I commenti, le critiche, le correzioni e i diversi punti di vista ci aiutano a non impigrirci e a sfidarci sempre per raggiungere i campi in cui l’altro eccelle. Certo, non sempre è piacevole, ma è stimolante e necessario.

Saretta (Sara A.): Sì, più che la quantità io direi che cerchiamo sempre di variare e di non fossilizzare Potpourri come albo e noi come autori.

Deeble NF (Nicolò F.): Bene o male, ciascuno di noi cerca di tirare fuori storie diverse di volta in volta, anche provando con generi a noi non del tutto congeniali.

Vaan Midlad (David M.): Esatto, l’obiettivo primario del gruppo è quello di poter davvero fornire un Potpourri, evitando che tutti facciano storie comiche o tutti storie drammatiche, ma eccetto questo, le limitazioni che l’autore Potpourri si trova nell’ideare una storia, sono pochissime proprio perché c’è un pubblico per tutto, anche per storie più sperimentali o strane che abbiamo voluto tentare di volta in volta. Se ci limitassimo a ciò che sappiamo funzionare, non ci evolveremmo né come autori, né come gruppo. L’unico paletto è la qualità.

Deeble NF (Nicolò F.): Esatto. Per quanto possibile, cerchiamo di rendere il volume al meglio, di volta in volta.

In pratica lavorare insieme vi costringe a ricoprire diverse figure professionali a turno. Una volta siete editor, altre autori, altri sceneggiatori. Vi aiutate nelle revisioni e cercate di aiutarvi tra voi, per alzare la qualità del prodotto che alla fine offrite al lettore finale.

Saretta (Sara A.): Credo che da un punto di vista professionale, possiamo osare e dire che non è comune trovare autoproduzioni con un editing e una collaborazione di questo livello! Non tutti sanno mettersi in gioco e saper accettare critiche e consigli da pari. Non nego di aver avuto molte difficoltà ad ammettere le mie debolezze, ma se ci si prefissa di far arrivare Potpourri ad una qualità ineccepibile, le proprie paturnie le butti nel cestino.

Vaan Midlad (David M.): Esattamente, 7 teste sono meglio di una, questo è certo, ma poi soprattutto ognuno di noi ha un argomento o una fase lavorativa su cui è più o meno forte e gli altri intervengono proprio in questa fase: chi è più bravo a costruire una storia, chi i personaggi, chi i dialoghi o le interazioni, chi più tecnicamente sul disegno… confrontarci continuamente ci permette di prendere in prestito il meglio da ognuno di noi.

Snoopie (Giulia A.): In questo modo ognuno di noi migliora di volta in volta.

Saretta (Sara A.): Si può dire che nel nostro caso vale proprio il detto: “L’unione fa la forza!”… Anzi, l’unione fa il Potpourri!

Tempi e scadenze

Ogni fumettista ha un proprio modus operandi, come è giusto che sia, una propria tecnica e dei propri riti scaramantici. In Potpourri quanto incide la soggettività nella comunità? Quando la libertà personale, i propri tempi, incidono con il lavoro comune? Per farla semplice, come vi organizzate e quali sono le vostre fasi di realizzazione?

Deeble NF (Nicolò F.): Prima di tutto, è sempre importante stabilire una scaletta delle varie consegne: senza, sarebbe il caos più completo…

Saretta (Sara A.): Ohhhh! Domanda scottante!
Il primo volume ci è stato da insegnante per quelli a venire… Siamo stati troppo liberi e ci siamo resi conto che, se vogliamo lavorare in modo professionale, bisognava darci delle scadenze e soprattutto rispettarle. A nulla serve lavorare male e a casaccio…

Mad Lemon (Enrica Nicola): La prima cosa che facciamo è darci delle scadenze, in modo da coordinare il nostro lavoro.

Snoopie (Giulia A.): Nel mio caso, se avessi tutta la libertà necessaria a gestire le cose coi miei tempi, sarei ancora al lavoro adesso, per il primo volume!

Vaan Midlad (David M.): Beh, ovviamente ognuno ha il suo metodo e i suoi tempi, ma dovendo pubblicare insieme e volendo poter discutere insieme ogni fase, abbiamo dovuto essere molto ferrei su questo: abbiamo messo scadenze per Idea, Soggetto, Layout, Matite in lavorazione, Matite definitive, Chine in lavorazione, Chine finite e poi un round di correzioni finali.

Deeble NF (Nicolò F.): Senza contare le scadenze ai commenti per ciascuno delle suddette fasi, per evitare di arrivare alla fine e scoprire di aver fatto un pessimo lavoro.

Vaan Midlad (David M.): Questo all’inizio ci è stato un po’ scomodo da rispettare, e siamo dovuti ricorrere a delle “multe Potpourri”. Chi sgarra la scadenza mette 10€ in cassa Potpourri e, beh, questo spiega perché Potpourri è ancora attivo! XD Ovviamente non intendo solo grazie alle “donazioni” dei ritardatari, ma anche grazie al fatto che ci siamo auto-imposti un sistema incorruttibile.

Saretta (Sara A.): Ovviamente abbiamo ampio respiro fra una scadenza e l’altra, in modo anche da non poter discutere. Se sforiamo è solo colpa della nostra pigrizia/disorganizzazione e lì scatta la multa senza colpo ferire.

Che io da brava strozzina (alias contabile) segno e riscuoto a breve.

Echo (Valeria R.): La soggettività è molto importante e ognuno è libero di lavorare alla storia come meglio crede, sperimentando nuovi generi, stili o tecniche, ma se non ci dessimo scadenze sarebbe tragico, sia per il lavoro che per l’amicizia. Se le nostre scadenze non fossero estremamente rigide finiremmo per litigare in continuazione.

Vaan Midlad (David M.): Insomma, ci sarà una ragione se stiamo lavorando al nostro quinto volume insieme: siamo riusciti a trovare il coraggio di essere severi con noi stessi. Con le scadenze e con le critiche.

Nekori Sama (Sharon M.): Mi associo a Snoopie XD sono troppo una pigra e una procrastinatrice incallita… ^^”

Echo (Valeria R.): Per darti un’idea, Giuse, se la scadenza è mercoledì a mezzanotte e tu consegni a mezzanotte e due minuti, scatta la multa XD

Snoopie (Giulia Antoniotti): Se posso dire, io non ho mai nascosto la mia malsopportazione verso la questione multe, perché per come sono fatta io, che ci siano o no finisco per sforare in tutti i casi, non sempre, ma abbastanza spesso. Resta il fatto che avere delle scadenze sia fondamentale.

Vaan Midlad (David M.): Diciamo che come è ovvio, lavorare ad una storia per Potpourri è un lavoro personale, ma è anche un impegno che si prende nei confronti degli altri, quindi, per il comune rispetto, se uno vuole sforare lo stesso, almeno ricompensa il gruppo del disagio causato. Anche se di recente non ci capita quasi più di dover riscuotere multe.

Saretta (Sara A.): Per ricollegarmi ad una frase che ho detto in precedenza, questo ci fa funzionare ed esistere. Sfido a trovare autoproduzioni con più persone, che durino più di due o tre volumi al massimo. Se non ci fosse un po’ di controllo e collaborazione, l’anarchia farebbe collassare tutto e sono fiera di appartenere a questo piccolo e dolce regime xD

Snoopie (Giulia Antoniotti): Anche perché siamo tanti, e non possiamo permetterci di far sempre ritardo come ci pare e piace, perché poi basta niente per trovarsi all’ultimo e rischiare di non avere i volumi stampati per le fiere.

Vaan Midlad (David M.): Riguardo alla soggettività, credo che sia parere di tutti che sia soggettivo se una storia piace o no, ma che sia oggettivo se è fatta bene o male. L’editing si preoccupa che la storia, (di qualunque genere astratto o eccentrico si voglia adottare), sia fatta bene la storia.

Questo succede anche a chi decide di auto-pubblicarsi. Senza una regola o una disciplina autoimposta, si potrebbe pubblicare, ma con tempi biblici. Questa vostra forza di volontà, spiega la vostra perseveranza nel pubblicare.

Saretta (Sara A.): Come dicevo prima, se tutti abbiamo l’obiettivo di far funzionare e crescere Potpourri Comics il resto va di conseguenza.

Vaan Midlad (David M.): Sono d’accordo, Giuse. Poi è ovvio che non abbiamo tutti gli stessi ritmi, per questa ragione Potpourri continuerà quasi sicuramente ad essere pubblicato col ritmo attuale, anche per permettere a chi vuole e riesce a fare di più a cimentarsi anche in quello. Insomma siamo comunque all’inizio, quindi molti di noi stanno sperimentando, in proprio e per conto terzi, altre cose. Se Potpourri fosse un bimestrale non avremmo il tempo di evolverci.

Deeble NF (Nicolò F.): Senza contare che è anche e soprattutto un metodo per allenarci in caso venissimo contattati da una casa editrice, per cui è sempre bene (e con bene intendo obbligatorio) avere il lavoro pronto nei tempi stabiliti.

Vaan Midlad (David M.): Giusto, Nicolò. Chi di noi ha già collaborato con case editrici o altre realtà o semplicemente altri progetti, si è sicuramente trovato avvantaggiato dall’essersi già disciplinati autonomamente, cadendo in piedi di fronte agli ostacoli che questo campo riserva per chi ha tanta voglia e poca forza di volontà.

Snoopie (Giulia A.): Sì, in origine Potpourri è nato proprio come allenamento in vista di un lavoro vero e proprio in case editrici, giusto?

Vaan Midlad (David M.): Sì, Giulia, un trampolino, un modo di farci notare che, individualmente, non avremmo mai potuto ottenere.

Saretta (Sara A.): Potpourri esiste per darci la possibilità di avere visibilità e per farci entrare in questo favoloso mondo in cui, adesso, possiamo dire di farne parte.

Vaan Midlad (David M.): Ciò non toglie che per rispetto a chi ci segue, stiamo continuando ad assicurarci che non scappiamo alle Bahamas col bottino ma usiamo ciò che abbiamo imparato ed ottenuto per offrire ancora di più.

Snoopie (Giulia Antoniotti): Beh dai, anche le Bahamas non sarebbero male, è che per ora i guadagni non bastano.

Vaan Midlad (David M.): Perchè continuiamo ad investirli!

In pratica continuate a migliorare, prima di tutto voi stessi, come autori e come persone e in secondo luogo continuate a investire nel vostro progetto.

Saretta (Sara A.): Tutto quello che guadagniamo lo mettiamo sempre in cassa Potpourri (praticamente e metaforicamente), per darci modo di fare più fiere, avere più prodotti ed essere al meglio per Potpourri Comics​ e soprattutto per i nostri lettori, i membri della casata Potpourri.

Echo (Valeria R.): Finiscono in cassa anche le multe. Penso che con le mie del volume tre ci siamo pagati i volantini di quattro fiere. XD

Saretta (Sara A.): Se miglioriamo come autori miglioreremo come Potpourri. Se miglioriamo come Potpourri miglioreremo come autori… insomma, non possiamo che migliorare!

To be continued…


Come rintracciarli

tasti blog-06 tasti blog-05


 

Saluti

Questa prima parte è giunta al termine ora cedo la parola a voi lettori!

Cosa vi colpisce di più di questi ragazzi? Ciò che ha attirato me, è stata la loro grande tenacia e forza di volontà. Hanno un’energia grandiosa e tanta voglia di fare e mettersi alla prova, che invidio!

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