Parole di Paura

Ciao a tutti amici lettori. Scusatemi, ma anche questa volta mi sono distratta.

Vorrei giustificarmi per questa mia assenza dicendo: non ho postato nulla, perché ero impegnata nella stesura dell’ultimo capitolo del romanzo e mi sono dedicata solamente a quello, ma non è vero. Cioè è vero che sono all’ultimo capitolo, ma non ho scritto neanche una parola; è fermo alla seconda pagina e oggi mi ritrovo qui coi sensi di colpa. Cosa ho fatto per due settimane? Mi sono bloccata. In testa continuano a ronzarmi due personaggi, che non c’entrano nulla né con il racconto aperto sul blog e neanche con il romanzo e allora? Cosa devo o posso fare?

Due amiche mi hanno persino chiesto se stavo pensando di farmi suora, dato che sono sparita da qualsiasi social, chat o mezzo di comunicazione. In realtà non lo so nemmeno io. Cosa sto facendo? Dove voglio andare?

Parole

In passato mi era già successo di avere un vuoto mentale o meglio troppi pensieri, troppe idee tanto da stordirmi e come ogni volta accendo il pc e mi stordisco con ogni genere di storia: film, telefilm, anime e manga. Qualsiasi cosa pur di non pensare e poi dormo…

In questo periodo il mio corpo vuole dormire. Un sonno profondo e stancante. Sarà il fatto che non prendo eutirox da due settimane e la voglia di alzare il telefono e farmi prescrivere quello che mi serve è troppo faticoso. Un periodo autodistruttivo che mi sta bloccando.

Dovrei tornare al negozio dei computer e proseguire la pratica dell’assistenza, ma secondo voi smontare il pc, caricarlo in auto e portarlo in negozio… no… non ce la posso fare.

Eppure non capisco, perché passo periodi di IPERattività estremi a periodi così piatti come questo.

Respirare è faticoso.

Quindi…

Non voglio arrendermi. Oggi ho trovato il coraggio di cliccare sulla home del blog e di scrivere, forse cose non tanto sensate, ma per me terapeutiche. Vicino al mouse, pronta all’uso, c’è una magnifica tazza di té nero, vaniglia e caramello. Un toccasana per l’anima e per il corpo. Senso di sonnolenza oggi pomeriggio non mi avrai! Spero.

Come stavo dicendo poco fa, oggi farò il punto della situazione, non della mia vita, sarebbe noioso, ma della mia scrittura e forse anche questo non è nemmeno troppo entusiasmante.

Le parole

Un anno e mezzo fa scrissi la prima parola del mio romanzo, ma non fu quello il vero inizio del progetto. Iniziò l’anno prima ancora, mentre stavo preparando l’esame di pittura, anzi ancora prima, la notte antecedente per l’esattezza. Un sogno fu l’inizio di tutto. Sognai una ragazza dal sorriso dolce-amaro, in quella versione lei aveva dei lunghi capelli lisci e occhi color cielo. Il suo profondo legame con la terra le impediva di odiare totalmente il suo villaggio e le persone che la circondavano. Ogni tanto si lasciava schiacciare dal senso di inevitabilità, ma lei combatteva. Sapeva fare solo quello. Lei doveva trovare il coraggio di vivere nonostante tutto, ma quella ragazza, ora è totalmente diversa. Forse perché sono cambiata io, il mio modo di vedere, osservare, assaporare.

Il mio tipo di eroina in genere seguiva sempre lo stesso filo conduttore. Era sola e in questa solitudine trovava la forza di andare avanti, amici e nemici erano tutti sullo stesso piano. Tutti potevano tradirla e aprirsi con gli altri era rischioso. Meglio tenere tutto dentro e affrontare la vita a testa bassa. Ora quello stesso personaggio è cambiato, è cresciuto. Ama le persone e anche se io (scrittrice) farò di tutto per distruggere il suo mondo, beh vedrò come reagirà! Le mie eroine ora, sono più mature. Non caricano a testa bassa e hanno imparato a far affidamento sugli altri.

Quando dico che il romanzo è nato un anno prima di scrivere la prima parola, non mi riferisco solo alla creazione di quel personaggio, anzi, più che altro fu una scusa per poter iniziare a indagare un nuovo mondo. Un mondo reale, con leggi fisiche, simili al nostro, ma allo stesso tempo completamente diverso. Ho progettato ogni aspetto: religione, credenze, divinità, modi di dire, scienza, detti e persino il governo, la politica che tiene insieme milioni di persone. Col passare del tempo queste informazioni si sono arricchite, man mano che le pagine si sommavano e le parole si rincorrevano veloci. Sono soddisfatta di questo passaggio e anche dei personaggi che ho ideato, tutte le volte che ci ripenso ho come l’impressione che loro continuino a mutare e a crescere. Non so ancora se quello che sto scrivendo sia valido o abbia qualche possibilità di successo, ma per ora sto scrivendo e questo è importante.

Sono arrivata all’ultimo capitolo del primo libro, è una trilogia, e non cambierei questa impostazione per nulla. Questa storia è nata così e spero di arrivare alla fine del terzo libro senza troppe interruzioni e magari un pochino più velocemente di quanto sto facendo ora.

Come accennato prima sono lenta. Sarà forse per il periodo troppo lungo, ma non voglio arrendermi. Bisogna portare a termine i propri obbiettivi costi, quel che costi.

Appena finirò questo articolo, spegnerò internet e mi impegnerò nella stesura di questo capitolo. Sapete, forse la mia pigrizia è solo la paura di porre fine a un percorso, che nel bene e nel male mi ha accompagnata durante questi ultimi anni. È una paura stupida, perché so benissimo che concludere questo capitolo non è la fine del viaggio, manca ancora tutta la revisione, la ricerca dell’editore, la promozione ecc., ma sapete una cosa, questa fase incerta, mi fa ancora più paura della parola fine. Sarà un discorso stupido, ma forse in questo periodo ho solo scelto di fuggire, ma il blog e le parole del mio compagno mi hanno riportata alla realtà: “Se hai tempo scrivi”.

E perciò eccomi qui. Volevo fare un punto della situazione su chi sono e cosa ho fatto, ma mi sono ritrovata a scrivere di come sia codarda e di come alcune volte mi ritrovo a fuggire, perché amo scrivere, ma è anche una parte di me, che a volte mi terrorizza. Posso essere chiunque e posso far accadere qualunque cosa.

Non vi è mai capitato di perdervi tra le righe scritte o immaginate e di non sapere più chi siete?

Chi sono? Per ora non voglio rispondere. Voglio guardarmi indietro e capire quanto il percorso intrapreso mi abbia fatto crescere o decrescere.

Nella stesura del primo romanzo sono arrivata all’ultimo capitolo, mi manca tutta la revisione, ma sono a buon punto i capitoli finiti sono già tutti stampati!

Il racconto o serie di racconti collegati tra loro sono in stand by, ma ho già tante idee e una scaletta da seguire. Appena mi sveglio totalmente mi metterò a scrivere quella storia.

Blog, penso di aver fatto un errore nelle settimane scorse. Avevo iniziato dieci post diversi, ma questo alla lunga mi ha danneggiato. Non riuscivo a impegnarmi su un solo argomento, perché con la testa pensavo agli altri post iniziati. Risultato? Blocco totale.

Tempistiche

Sono lunatica? No, per nulla, forse meteoropatica e ultimamente il mal tempo era dentro di me e non fuori dalla finestra. Mi sono sentita male, soffocata da alcuni personaggi di una possibile storia e mille idee e eventi che si succedevano a quella strana coppia.

Basta ho scritto troppo e sono andata fuori tema.

Voglio scrivere, come non accadeva da un po’ di tempo.

Volevo fare un punto della situazione ispirandomi al post della bravissima Chiara, ma ho come l’impressione che sarà il tema di un post futuro, perché in questo ho scritto tutt’altro.

Non ho consigli per nessuno, ma non li ho mai dati, in realtà. Non sono nessuno per poterlo fare, questo post vuole essere un monito per me. Mai arrendersi al vento. Tenere gli occhi fissi sul proprio obbiettivo e proseguire a testa alta.

Accada quel che accada, io sarò qui.

Le parole sono come l’acqua di un fiume e ogni tanto quest’acqua seducente scivola via dalle proprie dita, come acqua al vento.

Vi è mai capitato di bloccarvi? Per quale motivo e come siete riusciti a superare quel periodo?

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16 thoughts on “Parole di Paura

    1. Grazie per l’appoggio! Anche se sento di non meritarmi questa gentilezza ^//^
      Hai proprio ragione, devo trovare la forza di rimettermi in sesto… e soprattutto ricominciare a prendere tutte le medicine. Ogni tanto penso come il corpo umano sia una macchina incredibilmente complessa. Basta poco, un valore non in norma e questo può condizionare ogni cosa della nostra vita. La sonnolenza che sto provando in questi giorni e conseguente spossatezza è solo colpa mia!

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  1. Parole. Moltissime.
    Un fiume in piena che ha voglia di ritrovare il suo corso.
    Sono certo scaverai, finché il letto di quel corso d’acqua possa diventare perfetto per te e per ogni tuo obiettivo.
    Respira.
    Respira.
    Respira.
    Che la vita, è meravigliosa.
    Not like crazy – jill scott

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    1. Versi stupendi, spero solo che scavando, scavando non trovi la mia tomba 😛

      Ti ringrazio dal profondo del cuore per queste parole e il verbo respira non è mai stato più azzeccato.
      Per un’asmatica come me, che si è abituata a respiri corti e frequenti, non è scontato.
      Grazie 🙂

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  2. Tantissime volte ho provato quel senso di stanchezza che blocca e tantissime volte la scrittura mi ha tirato fuori dai periodi di vuoto. Mi ha aiutato scrivere di non riuscire più a scrivere: scusa il gioco di parole, ma talvolta lo sfogo scritto di un problema è un’efficace medicina contro ogni forma di indolenza. Hai fatto bene a raccontare questo momento. Ti sarà utile, vedrai! 🙂

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    1. Sì, lo spero! Scrivere questo post mi è costato più fatica di quanto pensassi! È stata una fatica immane! Vedremo! Ieri notte avevo voglia di rimettermi a scrivere! Vedremo se riuscirò a superare questo periodo di indolenza e a risvegliare il cervello. Ho un libro che aspetta ancora di essere letto! Grazie per l’incoraggiamento.

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  3. Se hai la tiroide sballata per forza passi da periodi di iperattività a periodi da letargo. Tornando alla scrittura, gli fa male se ti sforzi. Non vengono fuori cose buone. Io rimasi fermo per ben dieci anni… Trova i tuoi tempi. 🙂

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  4. A me capita di avere il blocco creativo, specie quando ho troppe altrecose da fare (tipo all’inizio di una nuova stagione, o alla fine dell’anno scolastico, con scrutini, consigli di classe, matura e menate varie); di solito, lascio semplicemente passare del tempo fino a che la voglia non torna da sola. Se non succede lascio passare altro tempo, e quando inizio ad avere incubi veramente orribili, vuol dire che è ora di riprendere a scrivere perché le storie vogliono essere raccontate.

    L’approccio per quel che mi riguarda funziona molto bene 😛 non è la scrittura “industriale” di King o della Licissima nazionale (le fatidiche 10 facciate obbligatorie al giorno) ma in fin dei conti…io non sono mica uno scrittore 🙂

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    1. Ti capisco in pieno! Fra poco mi si prospetta un arretrato di lavoro pazzesco da smaltire e spero di non morirci dietro!
      Vorrei ultimare le cose iniziate.
      Quando riesco a tenere il ritmo, mi accontento anche di una frase, un ripensamento, una cancellatura, 10 facciate sono troppe, e le 1500 parole di King non sempre fattibili, dipende dal pezzo.
      Più che dire non siamo scrittori, direi non siamo macchine automatizzate, e come dice Gianni, la vita stanca più di qualunque altra cosa.
      Buona fortuna anche a te. Come sono ottimista oggi, sarà che vado a riprendermi il computer?

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