Secondo passo: i personaggi

Un po’ di tempo fa ho introdotto il concetto di casting, ma oggi voglio approfondire meglio questo passaggio. I personaggi sono i veri protagonisti della storia, che ci accingiamo a raccontare, ma devono essere delle persone reali, vive e piene di sentimento. Bisogna ricordarsi che non sono dei feticci inanimati, ma hanno un’anima e cosa più importante da non dimenticare, loro saranno i nostri amici per molto, molto tempo. Per mesi o anni ci accompagneranno durante le nostre giornate senza tregua e lunghe notti.

Non dimentichiamocene. I nostri personaggi ci parleranno continuamente, in ogni momento. Starà poi a noi imparare a ascoltare, come succede con i nostri amici e familiari. Se sapremo ascoltare impareremo a conoscerli. Sì, siamo noi scrittori a dover imparare a conoscerli, perché loro da qualche parte esistono, anche se ancora non lo sappiamo.

Queste misteriose persone saranno delle presenze ingombranti, ma allo stesso tempo, se sapremo ascoltare, ci faranno scoprire orizzonti nuovi, interi mondi a noi sconosciuti con risvolti impensati. Senza nemmeno accorgercene avremo superato la classica scheda del personaggio e saremo, così arrivati allo stadio successivo.

Per onore della cronaca devo spiegare cos’è la famigerata scheda del personaggio. Dunque è un foglio dove bisogna rispondere a diverse domande:

  • nome e cognome
  • aspetto fisico
  • gruppo sanguigno
  • parentato vario
  • data e luogo di nascita
  • dove vive
  • cosa studia o lavoro
  • chi frequenta
  • passato.

Le domande potrebbero essere molte di più o anche molte meno. Servono effettivamente? Sicuramente sì, alcuni scrittori, scrivono pagine e pagine per ogni personaggio della storia. Secondo me, però compilare questa scheda in modo obbiettivo e distaccato non serve a nulla. Bisogna saper ascoltare e osservare.

Vista e udito

Abbiamo appena finito di scrivere le varie generalità e caratteristiche dei nostri bei maschioni. Alti, abbronzati e coi pettorali che parlano. Come si chiamano, cosa vogliono fare e da dove vengono, ma li conosciamo realmente o sono ancora degli sconosciuti?

In poche parole ci siamo25strarci il loro carattere. Li vedremo crescere, parlare, relazionarsi e se saremo fortunati, incontreremo qualche loro parente o amico, importanti per la loro storia personale. Dobbiamo scoprire la loro particolarità, anche stupida, ma se per loro è un qualcosa di assolutamente importante, allora dobbiamo osservare con più attenzione.

Scoperta e presa di coscienza

Osservare i nostri personaggi potrebbe richiedere tanto tempo, ma ne varrà la pena. Molte cose si delineeranno durante la stesura della prima bozza.

L’antagonista della mia storia si è delineato fin da subito come un personaggio molto complesso e delicato. Molte volte mi sono bloccata a causa sua e altre invece, mi faceva desiderare di cancellarlo. Mi faceva paura ma non potevo abbandonare quello che avevo ottenuto fin da subito.

Un uomo fragile, con mille problemi di relazione e apatia. Odia i contatti fisici, ma allo stesso tempo sa quello che vuole. Dove vuole arrivare, anzi la consapevolezza di ciò che dovrà accadere gli verrà mostrata per caso e solo allora ci sarà la sua rinascita. Più scrivevo, più mi rendevo conto che la sola fantasia non bastava. Avevo bisogno di un aiuto che solo uno psicologo poteva fornirmi. Così chiamai una mia amica e chiesi un consulto al suo fidanzato. Non vi dico l’imbarazzo nel chiedergli questo favore e soprattutto le risate che si era fatto mentre gli parlavo!

Ricerca

Per prima cosa mi chiese di fare finta di essere questo personaggio. Di parlare non in terza persona, ma come se io fossi effettivamente lui. Gli elencai le cose che non riuscivo/a a sopportare e di come vedesse tutto distorto. Più scrivevo, più la psiche del personaggio si schiariva. Lo psicologo riuscì a tirare fuori quello che lo turbava in una maniera che ancora oggi mi impressiona.

Accettazione

Lasciai decantare queste informazioni per un po’ di tempo, prima di utilizzarle. Accettai il fatto, che questo personaggio, nella sua anormalità, fosse normale. Percepiva il mondo in un modo tutto suo. Non uccideva a caso, la sua crudeltà aveva una sua origine, un suo perché. Conoscendo la sua origine e capendo il motivo per il quale deviò, sono arrivata alla conclusione che tutti noi potremmo essere lui.

Tutto questo esempio per dire, che osservando minuziosamente i personaggi che abbiamo creato, possiamo scoprire delle cose, che inizialmente erano solo abbozzate, che ci incuriosivano, ma approfondendo il discorso, potremmo rimanere sorpresi e allo stesso tempo impietriti. L’animo umano (in tutte le sue declinazioni) è un qualcosa di infinito. Potrebbe avere mille risvolti diversi. Attenzione però, il rischio di questi approfondimenti è di perdersi in un abisso senza fondo.

Crescita

E ora dopo aver pedinato, per ore, giorni, mesi i nostri personaggi, cosa succede? Beh, il lavoro è solo all’inizio! Abbiamo gettato solo le basi. Da ora in poi, ci sarà solo la crescita, l’evoluzione. La vita è piena di opportunità e come noi, anche i nostri personaggi avranno l’opportunità di prendere le loro scelte, nel bene e nel male. Potremo guidarli verso una direzione prefissata, verso una meta, ma ciò che importa è il viaggio, non tanto l’arrivo.

Durante il percorso cosa accadrà? I personaggi che partono saranno gli stessi all’arrivo? Spero proprio di no! Se così fosse, allora avranno avuto una vita piena; opportunità perse e prese, incontri occasionali o importanti, non importa. L’importante è continuare a camminare, altrimenti sapete che noia?

Conclusioni

Spero che questo post, sia per voi uno spunto di riflessione. Conoscete fino in fondo i vostri protagonisti? I personaggi che vi apprestate a scrivere hanno una vita loro? Una personalità vera in grado di prendere decisioni in maniera autonoma?

Voglio fare un appunto sulle ricerche psicologiche. Dopo aver intrapreso questa strada, la tentazione di riempire o enfatizzare tutti i personaggi con determinate turbe psichiche è stata forte, ma sempre parlando con questa amica e il suo ragazzo mi hanno detto una frase illuminante:

“Tutti noi siamo un po’ borderline”, a seconda del nostro periodo di vita e a seconda di quello che ci viene sbattuto in faccia, siamo un po’ autistici, borderline, depressi, ossessivi, ma allo stesso tempo non lo siamo. Tracciare una linea tra normalità e a-normalità è molto difficile, perché il filo che divide questi stati è molto sottile e fragile!

E ho scritto tanto anche oggi! Perdonatemi. Trovo questo aspetto della progettazione assolutamente divertente, interessante ed elettrizzante. In futuro parlerò ancora su questo tema, sarò un po’ noiosa, ma amo l’umanità. Sono curiosa di vedere, a distanza di sicurezza, le relazioni e reazioni delle persone. Cercare di capire dai loro sguardi la loro anima.

Qualche tempo fa, Salvatore Anfuso mi disse che non bisogna limitarsi a osservare, ma anche interagire, è vero, ma trovo che quando sono emotivamente coinvolta perda, in qualche modo, la mia razionalità; il mio sangue freddo.

A voi capita? Avete mai indagato anche l’aspetto psicologico dei vostri personaggi, avete scavato fino in fondo?

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6 thoughts on “Secondo passo: i personaggi

  1. Ho sempre detto che i personaggi sono persone reali con un’unica differenza rispetto a noi: sono fatti di carta e inchiostro, anziché carne e sangue. A un certo punto si animano e, se non li tieni a bada, prendono il sopravvento. Peggio di un domatore in una gabbia di leoni, lo scrittore si deve armare di frusta e regole e rispettarle per primo. Una regola d’oro è quella di lasciar agire liberamente il personaggio, purché proceda nelle direzione indicata dalla tua scaletta. Se sgarra, son botte! 😉

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    1. Assolutamente d’accordo con tutta la linea. Da qualche parte ti dicevo che lavoro molto di pancia. Lascio i miei personaggi liberi di agire, ma devono arrivare là dove voglio, a meno che la strada che indicano loro è migliore di quella progettata inizialmente.
      Perciò o botte o il protagonista… deve essere molto convincente:P

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  2. Ho fatto delle schede molto dettagliate sui miei personaggi, forse anche troppo. Ho definito i loro tratti fondamentali, il loro carattere, le loro paure, gli obiettivi e i segreti. Magari molte informazioni non usciranno mai nel romanzo, ma è bene sapere tutto, anche cosa ordinano al ristorante e che tipo di mutande portano. Conosco perfettamente i miei protagonisti, mentre devo ancora lavorare sui personaggi minori. In questo caso può essere utile una scheda sintetica, come la tua, per avere una panoramica generale. In linea generale, è un momento in cui sto facendo un po’ di revisioni al casting.

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    1. Quando dico che cerco l’ascolto e l’osservazione dopo aver compilato la scheda è proprio per riuscire ad avere un quadro generale del personaggio di turno. Dev’essere vivo e avere un carattere, i dati riportati sopra non sarebbero sufficienti, anche se, per il mio romanzo attuale molti dettagli non li ho trascritti, mi succede però, che più scrivo, più alcuni nomi li cambio, perché non rispecchiano la loro immagine. Non so se ti capita anche a te la stessa cosa.
      Scusatemi se sto scrivendo male, ma praticamente sono in piedi da quasi 23 ore. Acidità di stomaco dannata e sveglia alle 6 del mattino! Giornata easy insomma 😛

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  3. Sostituirei alcune voci della tua lista per inserire desideri, paure ed episodi che hanno segnato il personaggio (ma quelli fanno già parte del suo passato). Non sempre è necessario sapere tutto, secondo me; certo aiuta a rendere il personaggio tridimensionale, ma l’importante è capire cosa lo muove nel profondo, perché è da lì che hanno origine le sue scelte e quindi i guai. 🙂

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    1. 😀 hai ragione, ci sono talmente tante cose che non ho inserito nel post, che quasi mi mangio le dita! Altre cose, invece non sono riuscita a comunicarle e un po’ per volta con i vostri commenti stanno uscendo fuori.
      Ci sarebbero così tante cose non dette e interessanti da dire 😛 La creazione dei personaggi è un processo, per me lungo, perché cerco di carpire dalla loro anima chi sono. Li metto alla prova, cambiano e crescono! E come dici tu… è da lì che nascono i guai 🙂

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