Seguendo le orme passate

Il 10 dicembre 2014 leggevo il post:

Il romanzo che mi ha fatto amare i libri di Daniele Imperi su Penna Blu.

Lo so, sono passati quasi due mesi da quando promisi di scrivere il post, ma riordinare l’armadio e cercare tutti i libri che necessitavo per fare un bel tuffo nel passato, ha richiesto più tempo del previsto. Più che altro auto-convincermi di aprire l’armadio e tirare tutto fuori è stato uno degli scogli che ha richiesto più energie.

Perciò rispondo ora alla sfida lanciata da Imperi…

Ricordo ancora l’emozione che provavo quando mia mamma mi comprava un libro e di come mi sorrideva. Mi ricordo anche, quando mi sdraiavo sul letto e mi perdevo per ore tra le pagine del libro.

Amavo leggere e amo farlo anche oggi. In un certo senso non sono mai cresciuta. Soffermandomi un secondo, probabilmente è l’unica vera attività alla quale io sia mai riuscita a mantenere una certa disciplina e a portare avanti nel tempo. Mondo, mi dispiace! Io sono un topo di biblioteca!

Elementari

A differenza di Daniele, io iniziai a leggere molto presto. Per la precisione nell’estate della seconda elementare, grazie alla maestra Giancarla. Devo essere onesta, all’inizio trovai quel compito una noiosa imposizione, ma i compiti delle vacanze si dovevano fare e non ci potevo fare nulla. Mia madre lesse il diario, i compiti e i titoli consigliati e mi comprò entrambe le letture: “Cipì” di Mario Lodi e “Filastrocche in cielo e in terra” di Gianni Rodari. Il primo aveva una copertina verde, con un bel disegno a matita tutto colorato. Iniziai con quello.

Ricordo poco di quel racconto, ma l’immagine del pulcino che sbatteva le ali, perché aveva fretta di crescere. Per me è un ricordo prezioso, come la scena di quando Cipì cadde dal camino e si ritrovò alle prese con alcuni gatti (forse era uno, qui la memoria comincia a sfaldarsi) e l’incontro con alcuni bambini poco amichevoli, resterà per sempre un mio ricordo di quegli anni.

Amai quel racconto. Amai leggere. Fu così che iniziai a leggere una quantità sempre maggiore di libri. Certo, quando mia mamma poteva o voleva comprarmene uno.

Seguirono “Storia di una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (lo rileggo tutt’oggi, una storia piena di tenerezza e di significato). A un certo punto io e mamma scoprimmo Il battello a vapore e tutte le loro collane per ragazzi suddivise per fascia di età. “Il Barone di Münchhausen” serie blu, “Il mistero dell’Isola del Drago”, serie arancio, in questo libro tra un capitolo e l’altro erano presenti alcune illustrazioni e mi ricordo di aver passato un sacco di pomeriggi a colorarle. Già allora cominciai a appassionarmi al disegno. Insomma due passioni in due. Adoravo alla follia quei libri.

Fu così, che cominciai a spendere un sacco in libri. Per carità a mia madre faceva piacere che leggessi, ma non tanto al suo portafoglio, così per non limitarmi, mi accompagno alla biblioteca comunale e mi iscrisse. Un’estate di un giorno delle elementari, divenni ufficialmente un membro attivo della biblioteca per ragazzi Negroni. Non mi ricordo più che letture e quante ne feci. So solo di averle fatte.

Biblioteca… che posto magico.

Medie

Le medie furono gli anni del cartonato.

In un grosso supermercato, non ricordo se di elettrodomestici o alimentare, uno di quelli dove all’ingresso trovi il cesto con le offerte, tutto scontato. Insomma in uno di quelli trovai “Il richiamo della foresta”, un amore a prima vista. Copertina rigida brossurata e lupi. Cosa potevo chiedere di più? Insistetti così tanto, finché non riuscì ad averlo. Lo lessi tutto d’un fiato e rilessi più di una volta i passaggi che mi emozionavano di più. Piansi quando il protagonista lancia le pietre al lupo per farlo allontanare. Sempre dello stesso autore Jack London lessi il libro compagno “Zanna Bianca” e anche lì altre lacrime. Quanti anni saranno passati? Troppi!

Leggevo romanzi d’avventura, di formazione come “Il giardino segreto” o altri che non saprei come catalogare tipo “Il mago dei numeri”. Mi torna alla mente un vago ricordo: una sera decisi di catalogare tutti i libri che possedevo con un foglio excell, erano davvero tantissimi, ma sono due i fatti o quello che ho è un ricordo che si è amplificato nel tempo oppure ho perso un sacco di quei libri. Non saprei.

Leggevo di tutto, qualsiasi genere e libri, senza mai lamentarmi. Come potevo farlo? Ero piccola, non potevo scegliere. Perciò mi accontentavo di quello che mi regalavano o prestavano. Forse in quel periodo prediligevo le avventure come cacce al tesoro o formazione di giovani ragazzi, ma non saprei dirlo.

Mi torna ancora alla mente “Si chiamava Friedrich” di Hans Peter Richter, raccontava della storia di due bambini, un ebreo e un tedesco e di come il pregiudizio e l’odio possano rendere impotenti, chi invece vorrebbe aiutare il prossimo. Mi ricordo il finale del libro così intenso e forte da rimanere ancora impresso nei miei ricordi, dopo tutti questi anni.

Superiori

Gli anni passano e il piacere della lettura non viene meno. Ogni occasione è buona per farmi regalare un libro. A Natale e al compleanno erano due ricorrenze fisse. In una di queste ricevetti il magnifico mammut di Conan Doyle: “Tutto Sherlock Holmes”. Fascino puro!

Le cosiddette letture scolastiche, non erano un sacrificio. Le leggevo volentieri, specialmente quelle dell’ultimo anno: Moravia, Pirandello, Pavese e Pasolini, letture che continuo a fare anche oggi, “Ragazzi di vita” sarà il mio prossimo acquisto.

Mi ricordo come se fosse ieri, il giorno che discussi l’orale per la maturità. La prof di lettere era uno dei tre membri della commissione esterna.

“Buon giorno”, mi avvicinai tremante alla sedia e poggiai sul tavolo della commissione la tesina, il lavoro di scultura e più di dieci libri di letteratura: “Uno, nessuno e centomila”, “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, “Fontamara” e altri. La professoressa di un liceo classico di Torino, abbassò i fogli che teneva in mano e si sistemò gli occhiali con un moto di stizza.

“Li hai letti tutti veramente?” Sorrisi incredula. Non riuscivo a capire perché me lo chiedesse. Se li avevo portati all’esame, li avevo letti, no? “Certo!” Risposi con decisione e con altrettanta decisione cominciai a riassumerli e discuterli uno per uno. Insomma frequentavo il liceo artistico, ma non per questo ero una capra. La prof mi interruppe a metà, una volta soddisfatta. Probabilmente non se l’aspettava e ancora meno da uno studente del mio liceo.

Valli a capire certi preconcetti!

La scoperta del fantasy

Il genere fantastico lo scoprì grazie ai miei. A un loro regalo di compleanno mi regalarono un cofanetto con all’interno l’intera trilogia del ciclo di Shannara: “La spada di Shannara”, “Le pietre magiche di Shannara” e “La canzone di Shannara”! Li lessi nel giro di un paio di settimane. Non conoscevo e non sapevo cosa fosse “Il signore degli anelli” perciò per me, quei libri furono una novità assoluta. Una vera e propria scoperta! Oro liquido insomma.

Amai talmente tanto quei luoghi incantati, fate, folletti e cavalieri, che quando trovai in libreria a un prezzo scontato “Nihal della terra del vento” non potei non comprarlo. Iniziai a leggere e collezionare tutte le saghe del mondo emerso di Licia Troisi, seguendo poi con la saga di Eragon. Il libro è stupendo, il film non ne ho idea, mi è bastato vedere il trailer e la scelta del protagonista… schifezza è dir poco.

Stavo per dimenticarmi di scrivere di Harry Potter, sono cresciuta con quel maghetto. Primo film stupendo e i libri non ci si stanca mai di leggere. A differenza di molti altri libri…

Accademia

Il periodo dell’accademia è stato un vero caos. Mille cose, mille pensieri e consegne. Mi persi. Cominciai con buoni propositi. Ogni tanto compravo un libro della letteratura del novecento (Le metamorfosi di Kafka), ma ben presto quella voglia di lettura sciamò.

Cominciai a non scrivere e a non leggere più. Almeno la narrativa. Di saggistica non ne potevo più. Mi usciva dalle orecchie e dagli occhi. Non parliamo poi del periodo della tesi, quello non si può nemmeno prendere in considerazione… leggevo un libro al giorno, cosa non fa l’ansia e il ritardo della tesi. Ti mette letteralmente le ali ai piedi.

Per fortuna quel periodo si è concluso e ho potuto riscoprire la gioia e il gusto di leggere, per il solo gusto di farlo. Ricominciai con un romanzo di Camilleri, uno dei tanti Montalbano.

“Oh Salvo (potrei aver confuso il nome) mi hai rotto i cabasisi” stupendo!

Cosa è cambiato

Il thriller, il noir, i gialli si sono aggiunti ai generi che leggo. Anzi no, dall’anno scorso mi sono imposta di leggere più generi di narrativa possibili. Voglio ampliare le mie letture e nutrirmi quanto più mi è possibile. Voglio scoprire come gli altri scrittori riescano a sviluppare le loro trame e come modellano i loro personaggi.

Voglio leggere. Tutto.

Cosa NON leggerò

Sicuramente i romanzi rosa. I vari Nicholas Sparks, Fabio Volo li escluderò… forse li leggerò se sarò abbastanza ubriaca, ma sono astemmia e per ora, almeno, eviterò. Non perché siano scritti male, ma è proprio il genere che non mi convince. Non mi piace, non fa per me.

Qualche amica potrebbe dire: “A te piace il sangue… se non c’è almeno una decapitazione non ti piace” potrei dissentire, ma forse non è proprio così lontana dalla verità.

Ok, ho scritto più del solito e scusatemi, ma mi sono persa tra i ricordi. Alcuni veramente teneri. Mi scuso in anticipo se ho spoilerato qualche finale, ma non so come oscurare il testo con un bottone… non ho ancora la padronanza del mezzo.

Se siete arrivati fino a qui vi ringrazio e rilancio la stessa sfida del post di Daniele:

qual è il libro che vi ha fatto amare la lettura? Rispondete qui sotto o scrivete un post nel vostro blog. A voi la scelta!


Qui il post di Daniele Imperi con il suo percorso.

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15 pensieri su “Seguendo le orme passate

  1. Ho iniziato a leggere molto presto, e sinceramente non ricordo un momento preciso in cui ho iniziato ad amare la lettura. Era il mio mondo parallelo, che non mi ha mai abbandonata, per fortuna. In tutto il periodo scolastico ho letto volentieri anche quello che mi veniva assegnato, come se mi piacesse tutto, ma proprio tutto. Finita la scuola ho scoperto di avere dei gusti e ho iniziato a scegliere e sperimentare. Mi piace “assaggiare” generi nuovi, purché non contengano violenza gratuita, o comunque pesante. Se c’è una cosa che NON cerco nella lettura è una full-immersion nelle crudeltà umane! Il fantastico, invece, ha sempre un posto di riguardo nel mio cuore. 🙂

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    1. Mi sembra di rivedermi, leggendo il tuo commento. A scuola divoravo letteralmente ogni lettura. Non le trovavo pesanti e noiose, lo facevo con piacere! 😀
      A sperimentare ho iniziato dall’anno scorso, trovavo stretto leggere solo i libri dello stesso genere. Adoro scoprire cose nuove e ricredermi. Soprattutto quando mi regalano un libro di un autore a me sconosciuto.

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  2. Più che leggerlo, l’ho ascoltato.
    Non ricordo quanti anni avessi.
    Certo, rammento mia madre seduta. La sua voce in piedi, a disegnare le figure de “le petit prince”, mentre i muri si coloravano di giallo e bianco e rosso.
    Da quel momento, non ho più smesso di amare le righe in grado di farmi rivedere quei colori.
    Come & Play (John Lundun Exotic Remix) di Kojo Akusa Ft Lesego

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    1. Mi sembra un bellissimo ricordo! Anche mia madre mi leggeva le fiabe, ma non ricordo più con precisione quel periodo. Una formichina e una farfalla ricordo queste immagini, ma non saprei dirti cosa fossero, molte di quelle storie se le inventava sul momento. 🙂 Piacere di conoscerti

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  3. Grazie per aver accolto la proposta 🙂
    Il Barone di Münchhausen l’ho letto pochi giorni fa e in un certo senso mi ha ricordato le follie del Gargantua e Pantagruele.
    Anche Jack London l’ho letto da adulto, grande autore.
    Pure tu hai letto La spada di Shannara prima di Tolkien 🙂
    A me hanno regalato a Natale un autore sconosciuto, per fortuna è un giallo o qualcosa del genere, tremo sempre quando scarto libri.

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    1. C’è una sorta di brivido quando si ricevono dei libri sconosciuti.
      Tanto per ridere alle 8 avevo un appuntamento per fare l’ecodoppler alla tiroide… mi sono recata all’ospedale, ho fatto la visita e ho scoperto…. di aver fatto la fila nell’opedale sbagliato….sono andata! Del tutto!
      Di tolkien ho letto solo quest’anno “Lo hobbit”, non so però se riuscirei a leggere “Il signore degli anelli”. Grazie per essere passato 🙂

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  4. Nicholas Sparks, l’ho letto e me ne sono pentita -_-‘ troppo troppo troppo miele. Però adoro i romanzi storici (immaginare un’epoca lontana è le sue atmosfere), mentre l’imput alla lettura non so bene da dove sia nato, una cosa è certa devo solo ringraziare la Maestra Mariagrazia, per avermi fatto amare i libri e il disegno, infatti ci faceva letteralmente illustrare le storie che leggevamo, riempiendo pile di album da disegno 😉

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  5. Ciao Giuseppina, fa piacere leggere un brano in cui sono elencate tante belle letture. Se non si è prima lettori/rici non si può diventare scrittore/rice. Anche io ho letto molto e continuo a farlo, per tenermi aggiornata su lessico e tematiche. Ho visto che hai fatto un tweet del mio racconto. Ti ringrazio. Ho visitato il tuo sito, è molto bello. Sei brava. Io insegno lingua inglese in un Istituto Grafico di Brescia e un po’ conosco la tua disciplina. Fare un progetto grafico è davvero molto impegnativo. In bocca al lupo. Pina.

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    1. Grazie mille! Mi è piaciuto il tuo racconto e l’ho condiviso. 😀
      Grazie, si i progetti grafici portano via un sacco di tempo e di energie!
      L’inglese è il mio punto debole e rimpiango di non aver avuto dei corsi all’altezza nelle scuole ordinarie, ma come dicono i miei amici, molto lo faccio da sola. Io credo di non capire e non capisco. Un rifiuto mentale insomma. Ci lavorerò su 😀

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      1. Sai, il racconto l’ho scritto ieri sera, guardando l’illustrazione della Mesnchik che lo accompagna. È molto grafico il racconto.
        Mi dispiace per l’inglese. Nessuno è perfetto. Io ho l’handicap della matematica, nonostante abbia letto “Il mago dei numeri”. Ciao. A presto. Pina.

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      2. 😀
        Non voglio dire un giorno lo farò, è come dire vorrei ma non posso… ma lo dirò ugualmente. Un giorno vincerò questo mio rifiuto mentale e mi applicherò seriamente con l’inglese.
        Il futuro è quello, senza si rischia di essere tagliati fuori dal mercato del lavoro.

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