Al chiaro di luna con Mire

Come anticipato settimana scorsa, ecco qui la prima intervista “Al chiaro di luna con…” Inizierò con le mie conoscenze, per poi allargarmi e importunare tutti gli altri. Oggi conosceremo Mire, una giovane fumettista talentuosa. Anche lei come noi ha le sue idee sul come strutturare una storia. Cominciamo!

Al chiaro di luna con Mire

Ciao Irene, in arte Mire, ti ho invitato, non rapito, legato e frustrato, nella mia umile dimora!
Sei una giovane fumettista e dai lavori che ho visto, in continua crescita. Ti ho invitata per poter costruire una bella discussione su come trovi le idee per le tue storie e su come le strutturi, modelli e disegni, ma prima di entrare nei dettagli, vorrei chiederti di presentarti ai miei lettori!

 Grazie mille Giuse, sono felicissima di essere qui, grazie mille per l’ Eisne…spe…ho sbagliato qualcosa! Niente Eisner? Davvero?! Vabbeh, mi accontento dei biscotti! U_U

Sono una giovanissima (ma nemmeno tanto) e famosissima (crediamoci) disegnatrice; senza andare troppo indietro, ho frequentato il Liceo artistico a Novara nel corso sperimentale. Successivamente ho fatto 3 anni all’Accademia Internazionale Comics a Torino e nel frattempo lavoravo per pagarmi gli studi.

Dopo svariati lavori e tirocini, attualmente sono colorista presso lo studio grafico GBF, in particolare per la testata Topolino (si esatto Quel Topolino).

Allora ti occupi di topi!

 ​No di gatti! ;P

A parte gli scherzi, sono felice che finalmente c’è stato un cambiamento positivo nella tua vita, ma vorrei addentrarmi meglio nel motivo per il quale ti trovi qui. Se sei d’accordo dividerei il discorso in tre punti: idea, sviluppo e realizzazione. Possiamo cominciare?

Non aspetto altro! =)​

L’idea è uno dei punti che più accomunano noi scrittori con voi fumettisti e con molta probabilità con ogni altro creativo. Voglio domandarti da cosa prendi ispirazione, cosa fai? Come capisci quando è arrivata l’idea giusta e dici: questa la trasformerò senz’altro in un fumetto meraviglioso.

L’ispirazione la prendo da quello che mi piace o da quello che mi fa arrabbiare o che mi commuove. Da un fatto o una battuta con una tua amica/o, parte magari un’idea che poi si evolve e diventa realtà cartacea. A volte capita invece che, mentre sono sovrappensiero, la mia mente inizia a vagare a ruota libera e BAM! Arriva l’idea; purtroppo è una casistica non proprio frequente.

Di solito capisco che è un’idea giusta perché assieme a quella arriva anche uno stralcio di personaggio, o un’atmosfera particolare o tutte e tre le cose assieme (altra casistica poco frequente) XD.

Devo dire che questa parte sia condivisibile da tutti. L’idea arriva quando meno te lo aspetti e la mente, da questo punto di vista è un motore sempre acceso.

Personalmente trovo importanti la visualizzazione dei personaggi, delle atmosfere o dello stralcio dell’atmosfera come dici tu e la creazione del personaggio principe. Il protagonista per me è uno dei personaggi che viene più rimodellato nelle varie fasi pre-scrittura. Evolve in continuazione. A te succede la stessa cosa? Crei un casting in anticipo o lasci tutto al caso?

Dipende. In questa fase rimodello tutto: storia, protagonista fino al cattivone e di solito uno viaggia in funzione dell’altro. E’ la storia del protagonista e tutto dev’essere ben amalgamato attorno a lui (quanto meno per me); il suo carattere e le sue scelte forgiano le vicende di tutti quindi col cambiare della storia cambia anche il personaggio principale; eccetto quando l’idea consiste proprio nel protagonista allora è quello che cambia meno. Lui/lei ha quelle caratteristiche precise, quale potrebbe essere la sua storia? E da qui il via del lavoro!

E così siamo arrivati al secondo punto: lo sviluppo della storia! Durante questa fase i fumettisti scrivono il soggetto e disegnano lo storyboard, come realtà separate, ma a volte queste due fasi potrebbero coincidere; dipende poi, dal proprio metodo di lavoro. Tu come ti muovi? Cosa è assolutamente importante e cosa invece, fai, ma potresti evitare?

La prima cosa che faccio è buttar giù una “lista di eventi importanti” per riuscire a gestire la storia: l’inizio, lo svolgimento e la fine. Questa lista non è una trama, è solo una lista​ ma mi aiuta a concentrarmi per ampliare la trama e successivamente lo storyboard. Ti faccio un esempio di lista:

1- i personaggi arrivano

2- rissa da bar

3- arresto

4- fuga

Come vedi non è una trama; ma da questa qui poi stenderò il soggetto e lo storyboard; è una cosa che posso evitare di fare ma mi aiuta moltissimo.

A mio parere, se hai scritto la trama o il soggetto, non ci sono cose importantissime da fare: stabilisci i parametri della storia (come ad esempio la gabbia e se lo si vuole a colori ecc…) e poi inizi a fare lo storyboard. Da qui in poi esiste solo il modo di lavorare di ognuno di noi, nulla di più, nulla di meno.

Perciò preferisci scrivere di ‘pancia’ e gestire la storia di conseguenza. Molti scrittori come Stephen King preferiscono usare questo metodo, senza cioè programmare la storia in anticipo: scaletta, indice, schede dei personaggi, sottotrame. Giusto?

La prima stesura è assolutamente di “pancia”: con in mente gli eventi principali della storia e i punti salienti in lista butto giù la prima stesura. Una volta concluso questo passaggio mi concentro sui dettagli come le sottotrame. Penso sinceramente che sia inutile e fuorviante andare a definire cose come l’indice e le sottotrame prima o durante la stesura della trama primaria perché si rischia di distogliere l’attenzione da quest’ultima, creare incongruenze narrative o/e creare personaggi di poco mordente.

Grazie mille Mire per aver accettato questa intervista e a essere stata la mia prima cavia!

Prima di lasciarti vorrei farti un ultima domanda:
quale pensi sia la differenza tra un fumettista e uno scrittore? Il prodotto finale, l’atteggiamento nell’affrontare il lavoro o qualcosa di più specifico?

Una differenza sostanziale a mio avviso: il prodotto finale! Il fumettista deve rendere atmosfera, situazioni ed emozioni tramite il disegno mentre lo scrittore lo fa con le parole. Solo perché il fumettista deve scrivere una sceneggiatura non non lo si più considerare uno scrittore; viceversa solo perché lo scrittore scrive uno storia non lo si può considerare anche uno sceneggiatore ne tanto meno un fumettista. Scrittori e fumettisti hanno lo stesso fine: trasmettere delle particolari emozioni e raccontare una determinata storia al pubblico, ma lo fanno con mezzi talmente diversi che non è possibile comparali. Ovviamente ci sono delle eccezioni per cui in una persona si riscontrano ambedue le abilità, ma sono dei casi particolari. La lavorazione della storia, la struttura del mondo, la creazione dei personaggi, lo studio delle atmosfere, luci e ombre ecc sono su due livelli diversi. Badate bene che non mi riferisco alla qualità o alla difficoltà della lavorazione.

Ti faccio un esempio: la mia trama completa (come fumettista) corrisponderà si e no al soggetto di un romanziere perché tutto il lavoro che lui fa con le parole (descrizione, delineazione dei personaggi ecc..) io lo faccio con l’immagine, quindi a me saper descrivere una scena d’azione con le parole non serve a nulla; viceversa ad un romanziere saper disegnare una prospettiva alla Barbucci non serve a nulla ai fini dei rispettivi prodotti creativi.

Spero di aver risposto in maniera esaustiva e di non aver annoiato nessuno!

Felice di essere stata la cavia per il tuo progetto, spero ne verranno altri! Alla prossima!

Come rintracciarla

Se volete sapere qualcosa in più su di lei ecco i link:

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Saluti

Questa prima intervista è giunta al termine. Spero sia stata interessante quanto lo sia stata per me. Se avete delle domande o considerazioni da fare, non fatevi problemi a scriverle qui sotto, così potrò farle anche al prossimo intervistato.

Cosa vi ha più colpito di quest’intervista? Ho cercato di capire se il metodo con il quale creiamo la storia, la narrazione potesse essere simile alla letteratura, o almeno se ci potessero essere dei punti in comune, di contatto. Su una cosa non si può discutere, il prodotto finale: l’oggetto-libro e l’oggetto-fumetto sono praticamente due mondi diversi e distanti, ma a pensarci bene, nemmeno così tanto. Adesso la parola a voi: cosa ne pensate?

10 thoughts on “Al chiaro di luna con Mire

  1. Novecento pagine di libro, in media, e pensi davvero che il King non faccia una scaletta? Non ci credo nemmeno se lo vedo. Lo dice solo per alimentare la sua leggenda…
    Invece ho trovato molto interessante l’intervista. Complimenti a entrambe. In realtà… c’è un punto in cui il fumettista (ma forse sarebbe più giusto parlare di grafico) e lo scrittore convergono ed è la copertina del libro. Un buon grafico deve riuscire a cogliere l’essenza del romanzo è comunicarla al lettore distratto, che passa davanti alla vetrina, in modo da attirarlo ma senza svelare troppo. Non è facile… credo. 🙂

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    1. Chissà se è solo leggenda o no 😛

      Sulla copertina sono d’accordo, dev’essere quasi un’arte il riuscire a fare una copertina ad hoc, aggiungierei però, che il grafico dovrebbe prendersi la briga di leggere il manoscritto. 😛
      Lieta che l’intervista ti sia piaciuta!

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    1. Ho dato il via a questa rubrica proprio per questo. Mi affascina l’idea di come lo stesso scopo, possa essere raggiunto con differenti mezzi e tematiche!

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  2. Molto bella e ben fatta, sono d’accordo con te Giuse “non sono poi così distanti” è l’arte del raccontare, i mezzi con cui lo si può fare sono infiniti 🙂
    Spero di liberarmi presto per essere tua cavia!!! Magari davanti un tè ^.^

    Veronica

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