Il casting

Oggi vorrei parlare di uno degli argomenti più difficili di tutta la scrittura creativa! Sto parlando della creazione o della scoperta dei personaggi che popolano le nostre storie.

Cercherò di capire come nascono e come si sviluppano. Chi sono in realtà? E fino a quando non cominciamo a scrivere di loro non lo sapremo mai veramente. A volte capita di fare la loro conoscenza solo in corso d’opera, altre volte, invece vengono depennati, non sono adatti proprio per nulla. Il loro concepimento è lungo, doloroso alcune volte, mentre altre vi sembrerà di conoscerli da sempre, ma chi sono loro e come facciamo a reclutarli?

Tutto nascerà da un’idea, piccola e potente allo stesso tempo. Un’idea sottile spesso nata da una breve trama, uno spezzone o un’azione. Gli eventi possono spingere noi scrittori a farci ricreare una personalità nuova, a plasmarla e rimodellarla. In fondo tutto è lecito quando stiamo progettando è una delle fasi più intriganti e movimentate!

Oggi voglio raccontarvi di come ho aperto le porte del mio studio cinematografico e di come ho assoldato i vari attori del mio romanzo!

Scherzo, non sono titolare di uno studio cinematografico e non ho selezionato veri attori, ma i miei personaggi sono vivi. Li vedo chiaramente insultarmi e guardarmi con sguardo compassionevole pieno di rammarico.

Se ancora avete qualche dubbio: si, sono pazza, ma chi non lo è?

Visualizzazione

Un po’ di tempo fa scrissi, non ricordo dove, che tutte le mie storie partivano con l’immagine di un protagonista che compie una data azione, per essere onesti da un sogno. La visione era talmente vivida da portarmi a chiedere chi fosse quella ragazza, perché aveva quei capelli e perché era così scostante e cinica. Insomma quella era un’idea embrionale e destinata ben presto a mutare quasi completamente. Se ci ripenso ancora, mi viene da sorridere. Sono trascorsi tre anni e di acqua sotto i ponti ne è passata veramente tanta! Mi sono laureata, ora sono una libera professionista e il mio romanzo, anzi per la precisione, la mia protagonista non ha più nulla degli elementi iniziali e dell’idea che avevo di lei, tanto, tantissimo tempo fa.

Sono vecchia, ho persino due e dico due capelli bianchi, che risplendono come non mai nella mia NERA e folle capigliatura.

Fatto sta che la protagonista ha mantenuto solo l’aspetto fisico: capelli argentati, occhi celesti e sangue blu… letteralmente! Ha proprio il sangue del colore del cielo, ma il carattere è totalmente diverso, oserei direi diametralmente opposto da quello iniziale! Solare, ama l’umanità vedendo il buono in ogni persona, anche se a un certo punto sarà messa a dura prova. Totalmente diversa da come era prima! Totalmente!

Con questo cosa voglio dire? Che io sono brava e voi no? Ma va' che dite, forse pazza...

Far cambiare il protagonista circa venti volte, prima di definirlo è più da sociopatici, semmai! Comunque mi sento di darvi un consiglio: non affezionatevi alla prima idea che avete, al primo aborto, ma fateli evolvere e crescere! Immaginatevi il loro passato, le persone importanti della loro vita e ogni volta, provate a immaginare come questo possa influire sulla loro mente e personalità.

Siamo figli degli eventi e gli eventi ci plasmano!

Questo “lavoraccio” si fa per dire, non sempre lo riutilizzerete, ma per voi sarà un’interessante punto di partenza e attenzione non sto dicendo che dovete scrivere pagine e pagine di testo su ogni singolo personaggio. Basteranno poche righe, una battuta, un qualcosa che vi ricordi di chi state parlando! Un’altra cosa… nelle schede dei personaggi è utile descriverne l’aspetto fisico; se non altro per non dimenticarsene. Sarebbe un vero pasticcio se uno dei personaggi principali si trasformasse in una rossa riccioluta… ma non era bionda e coi capelli lisci? I miracoli del parrucchiere sono infiniti! Parlo per esperienza! Quei piccoli dettagli come cicatrici tatuaggi, andando a confondere la destra con la sinistra, alla fine vi ritroverete a leggere ogni singola pagina dello scritto alla ricerca del dettaglio perduto!

Quando sono in questa fase creativa non amo scrivere molto. Potrebbe sembrare contraddittorio, secondo quanto scritto sopra, ma preferisco visualizzare il personaggio nella mia mente, metterlo alla prova con infinite situazioni e molte volte può succedere che cambi atteggiamento o personalità: da remissivo e pacato, si trasforma in un spocchioso egocentrico, ma alla fine ne rimango folgorata, quasi affascinata e solo allora lo blocco e lo cristallizzo sulla carta.

Il Casting, con la “C” maiuscola

Bene ora ho i personaggi, forse anche troppi è arrivato il momento di fare un cernita. Decidere chi sarà il vero protagonista o comprimario e chi, invece si dovrà accontentare della semplice comparsata e si… qualcuno di loro dovrà anche accettare il fatto che potrebbe non respirare abbastanza a lungo per godere dell’alba successiva.

Non scrivo gialli e nemmeno thriller. Si, sono sadica!

In realtà questa parte del lavoro la trovo più semplice rispetto a altre. Mi diverte anche di più. Dopo aver visualizzato tutti i personaggi so già grosso modo le varie interazioni personali. Saranno i personaggi a indicarmi la loro storia e io li rispetto per questo. Mi accompagnano lungo il loro tragitto mostrandomi il seguito- Cerco di descriverli nel miglior modo possibile, anche se, non sempre sono all’altezza della situazione. Diciamo così! Alcuni di loro, semplicemente, sono troppo distanti da me e io… faccio fatica. Forse, perché li odio nel mio intimo, ma non lo so!

I punti cardine

Per riassumere elencherò alcuni punti, che secondo me i personaggi devono attraversare o possedere per essere credibili e travolgenti.

legante

Ogni personaggio che si muoverà nella storia sarà legato da un sottilissimo filo che è la trama. Le loro azioni non saranno dettate dal fato, ma dovranno sembrare tali, reali. Anche la più ridicola e insignificante. Tenendo ben presente questo, se uno dei miei personaggi non mi trasmette nulla o peggio, sembra finto e posticcio lo elimino senza pietà, magari di una morte atroce o nell’oblio del nulla o se lo voglio salvare, lo approfondisco finché il  legame con lui non risulta più saldo e vicino che mai.

 evoluzione

Per far si che il personaggio non sia piatto e insignificante il personaggio deve evolversi e cambiare rispetto all’idea e alla situazione iniziale. Dobbiamo farlo crescere e questa crescita deve mantenerla anche durante il corso del romanzo.

emozione

L’amore, la rabbia, l’indisponenza sono tutti atteggiamenti che deve trasmettere, non c’è nulla di più noioso che vedere un fantoccio che si muove senza spirito. Devono avere carattere e soprattutto essere riconoscibili. Fatevi una sola domanda tua sorella, tuo fratello o il tuo capo parlano e agiscono allo stesso modo? Allora perché i tuoi personaggi dovrebbero omologarsi? Al mondo non siamo tutti buoni o cattivi, non esiste bianco o nero, ma solo grigio.

Non esiste una sola verità, ma mezze-verità e verità inquinate. Insomma il mondo è il caos e noi scrittori facciamo qualcosa di magnifico e terrificante allo stesso tempo. Creiamo infiniti mondi e con la stessa facilità li distruggiamo. Scaviamo nelle profondità dell’essere umano senza perderci o almeno si tenta!

Per concludere

Bene, ragazzuoli miei, siamo arrivati alla fine… probabilmente starete dicendo: meno male non ne potevo più, ma non importa. Chiudo gli occhi e tappo le orecchie. Ho cercato di sintetizzare uno dei miei metodi di lavoro. Spero che possa essere stato utile a qualcuno leggere queste “quattro righe”.

Per favore, basta pomodori marci... Non sono buoni per fare l'insalata, fanno solo male!

Tornando seri, voi come fate a creare i vostri personaggi? Che metodo usate?

Annunci

5 thoughts on “Il casting

  1. Questo perché non hai provato i pomodori verdi, quelli fanno più male! 🙂
    Di solito, quando l’idea di una storia si forma nella mia mente, i personaggi principali li visualizzo subito, come se non potesse essere altrimenti. Come se “gli attori” di quella storia non potessero essere altri che loro.
    Tuttavia, in questa fase, anche i personaggi sono solo un abbozzo amorfo. Ci sembra di conoscerli da sempre, proviamo perfino una certa affinità, ma non è così. Bisogna dargli un passato. Soprattutto il background è l’elemento che più ci aiuta nella costruzione di una storia. Ci dice, del personaggio, da dove proviene e in che direzione si sta muovendo. Quali sono le sue paure e le sue speranze.
    Invece, per quanto riguarda la descrizione fisica, raramente me ne preoccupo. Io tendo a non descrivere il personaggio se posso farne a meno. Mi basta dargli un contesto e un’identità, basata su come si muove, come parla, cosa cerca, ecc., e lascio che il lettore lo identifichi con la propria fantasia, dandogli un aspetto.

    Liked by 1 persona

    1. Sull’aspetto fiico son d’accordo, ma me ne preoccupo quando si parla di un particolare caratteristico e la mia mente tende a confondere e a invertire… e allora lo blocco 🙂
      Sono contenta che non sia l’unica a dare un passato ai personaggi e a visualizzarli! Temevo di essere da ricovero.

      Mi piace

  2. Io ho sempre l’impressione di non crearli. Loro vengono da me e iniziano a rompermi le scatole finché non mi decido a scrivere di loro. Quando arrivano hanno già un aspetto, un carattere e un nome. Io posso solo capire com’era il loro carattere prima e come sarà dopo il momento in cui sono venuti da me. Quindi mi metto lì e ascolto la loro storia.
    Questo è il motivo per cui non faccio schede per i personaggi principali. Non faccio schede dei miei amici, o di mio marito, se voglio sapere qualcosa di più di chi gira per casa mia posso domandare…
    Lo so che tutto ciò è molto folle, tuttavia non mi sembra di “creare un background”, loro hanno già la loro storia, che mi piaccia o no, al massimo posso solo mediare (Io: “però, dai, non la raccontiamo così nel racconto, è poco avvincente” personaggio: “taci, autrice, è la mia storia e si fa come dico io!”).
    Ecco, adesso potete chiamare uno psichiatra e farmi internare (insieme a tutti i miei personaggi)

    Liked by 1 persona

    1. Non volevo dire che io creo i miei personaggi… forse un po’ si o forse sarebbe meglio dire che sono loro a crescere… io pongo loro delle difficoltà e loro le affrontano.
      Diciamo che se loro fossero di carne, io dovrei sparire per un po’… insomma mi farebbero la pelle 😛

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...