Nuovo anno e nuovi propositi… anche se in ritardo

Ciao ragazzi belli e brutti! Buoni e cattivi, scrittori o fumettisti!
Buon anno a tutti voi!

Lo so… sono in ritardo, anzi ho proprio abbandonato il blog per tutto il periodo natalizio e la settimana successiva compresa e come ogni volta, i miei buoni propositi se ne sono andati a friggere ancora prima di formularli: puntualità, regolarità e equilibrio.

Ogni cosa è letteralmente saltata, ma sapete una cosa? Non è una tragedia, prendo la vita come viene. Ora sono qui, sono tornata a scrivere tra queste pagine e questo è l’importante. Mi perdonerete?

Avete passato delle belle vacanze? Avete sfruttato al meglio questo periodo di riposo per i vostri progetti? Io non proprio, anzi per niente. Volevo ultimare gli ultimi capitoli e inviarli a miei lettori cavia, ma non ci sono riuscita.

Ho ripreso a scrivere solo due sere fa; la mia testa era più leggera o forse, più probabile, la necessità di rimettermi all’opera era maggiore al sonno. Da mezzanotte alle tre è una fascia oraria paradisiaca: familiari ognuno nel proprio letto, cellulare spento, pc spento; insomma nessuna distrazione se non il rumore dei propri pensieri.

Avrei dovuto scrivere, portarmi avanti col blog e conclude le cose in sospeso e anche se so che il mio non è stato un atteggiamento professionale, non vogliatemene,  era Natale. Per una volta mi sono rilassata dimenticandomi del computer e mi sono lasciata coccolare dal mio compagno. Abbiamo passato delle bellissime giornate a giocare al nintendo e a abbracciarci.

Anche se apparentemente non ho fatto molto, di una cosa sono felice: ho ricominciato a leggere, mi mancava la sensazione di stordimento dopo la lettura, le pagine ruvide e le dolci lettere che scorrevano languide sotto gli occhi. Non leggevo da due mesi, mi sentivo come incapace a farlo. Qualcosa mi bloccava, ma per fortuna le vacanze sono riuscite a sbloccarmi.

Ho terminato un libro nel giro di una settimana circa (me lo sono gustato leggendo piano piano). Un bel giallo storico: “l’enigma del gallo nero”. Mire, una mia amica, mi ha prestato questo libro e devo dire che ne sono rimasta sorprendentemente sorpresa. All’inizio non ne ero convinta, per nulla, ma sono contenta di aver superato le prime pagine un po’ pesanti forse. Di essere entrata dentro l’atmosfera del racconto e di aver terminato la lettura. Insomma non potevo non leggere la storia di gobbo che risolve un caso davvero complicato. Non si vede/legge tutti i giorni.

Fino alla fine ho cercato di indovinare o capire chi fosse l’autore dei delitti commessi all’interno del monastero, ma l’autore è stato davvero bravo a nascondere gli indizi che solo negli ultimi capitoli la verità si riesce a scorgere. Un altro punto a suo favore è stato lo stile di narrazione: una prima persona al passato. Di solito non leggo volentieri le storie narrate con questa formula, ma questo ha superato ogni mia aspettativa. Un libro delizioso veramente!

Bla… bla… bla…

Tornando a noi e al senso del post, semmai ne avesse uno. Con la mente mi ritrovo ancora sotto le coperte, davanti al camino abbracciata al mio uomo, ma cercherò di essere il più seria possibile, anche perché voi e io non amiamo leggere parole al vento. 🙂

L’ultimo post che scrissi prima delle feste era un racconto sullo spirito natalizio, spero vi sia piaciuto, anche se forse era troppo diverso dai soliti pandori e champagne, ma me ne sono fatta una ragione. Insomma son fatta strana. Uno dei miei propositi per l’anno venturo è inaugurare la sezione racconti e renderla nel giro di qualche mese, più polposa. Oh si! Ben presto palperete la sezione racconti! Sperando in tante vostre critiche! Mi impegnerò a scrivere almeno un racconto al mese e non appena la prima fase del mio progetto sarà conclusa, vorrei impegnarmi con una scadenza più regolare. Con i post invece continuerò a pubblicarli il martedì e il giovedì, imprevisti permettendo.

Mi piacerebbe sistemare il calendario editoriale in modo da interrompere il continuo ticchettio dell’orologio che scandisce e preannuncia il fallimento.

Le mie amiche fumettiste sono brave e anche loro come me hanno i loro progetti, quando riuscirò a ritagliare un po’ di tempo, mi piacerebbe intervistarle, in modo da poter confrontare la creazione di un libro con quella, invece del fumetto composto da soggetto, storyboard e disegno. Sarà una bella avventura, perciò vi avviso fin da subito amiche e amici fumettisti state in guardia! E se il tempo me lo permetterà riuscirò a inaugurare anche questa rubrica.

Il blog  una volta aperto va tenuto con serietà e con rispetto verso chi è tanto paziente da leggere. Perciò non sparirò più. Promesso!

Bilancia

Il 2014 è stato denso di eventi e allo stesso tempo così vuoto. Sono diventata ufficialmente una libera professionista e nel frattempo ho continuato a scrivere e aggiornarmi. Ho aperto un blog bellissimo (non sono una sciocchina e non mi sto auto compiacendo), quando dico bellissimo mi riferisco a voi che mi leggete. Volevo creare un luogo d’incontro dove le persone potessero scambiare i rispettivi punti di vista diversi e discutere. Sono abbastanza soddisfatta di questo e spero che i lettori possano crescere da oggi in poi.

La parola è alla base di ogni cosa. Senza saremmo nulla, come neve al sole.

Ho ancora molto lavoro da fare su queste pagine, prima cosa i contenuti di qualità ai quale aspiro e potrò ottenerlo solo con un piano editoriale efficiente. Così da ottenere una serenità mentale che mi permetta di scrivere senza ansia. Vi è mai capitato di sentirvi così quando siete in ritardo clamoroso con i post?

Buoni propositi

Per ricapitolare per quest’anno ho un sacco di nuovi e vecchi obbiettivi che si ripeteranno mio malgrado:

  1. Concludere il primo libro della trilogia (la prima bozza è quasi finita, mi mancano la revisione, la lettura completa data ai lettori cavia, la correzione e decidere i passi successivi per la pubblicazione). Nell’anno domini 2015 mi prefiggo non la pubblicazione, ma arrivare al punto di trovare i contatti con case editrici e valutare il self-publishing.
  2. Secondo libro (Non dico concludere tutta la prima bozza, ma almeno scriverne metà e velocizzarmi). Non scrivo di professione, perciò non posso dedicare tutto il tempo che vorrei, ma è pur vero, che non posso dedicare così tanto tempo alla prima bozza. Vorrei scrivere più della metà del libro. Chissà se riuscirò a rispettare il mio obbiettivo.
  3. Terzo punto, ma non meno importante, anzi! Acquisizione e solidificazione di una regolarità. Sia nel lavoro che nella scrittura. I tempi sono fondamentali.
  4. Leggere almeno un libro al mese. Non si tratta di infagocitare più libri possibile, ma rimanere aperti e leggere ogni genere possibile. Bisogna nutrirsi sia di cose buone che brutte. Parola d’ordine: leggere tanto.
  5. Vivere e conoscere tantissime persone che come me hanno la passione delle storie in tutte le loro declinazioni: dai fumetti, ai libri e che amino la scrittura almeno quanto a me.

Caro lettore/scrittore quali sono i tuoi buoni propositi? Se dici dimagrire e andare in palestra non vale! Qui si sta parlando di storie. Quali sono i tuoi obbiettivi da raggiungere entro il 31 Dicembre 2015? Con cosa hai inaugurato il nuovo anno? Sei stato triste o felice quando hai salutato il buon caro e vecchio 2014?

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10 thoughts on “Nuovo anno e nuovi propositi… anche se in ritardo

  1. Mi stavo giusto chiedendo dove piffero ti eri cacciata… no, non ti perdono! Ero lì lì per scriverti, ma tanto mi hai scritto già tu, in queste vacanze. 😉
    A parte gli scherzi, prendersi una pausa e dare importanza alle cose che contano davvero (se stessi, il compagno/a, la famiglia, ecc.) è necessario. Ogni tanto, se c’è l’esigenza, bisogna fermarsi. Poi però, bisogna anche riprendere. Quindi: bentornata.
    I propositi sono tanti, ti terrò d’occhio per vedere se li realizzi tutti. 🙂

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    1. 😀 Conoscendomi ne realizzerò la metà, ma chi non risica non rosica 😉
      E si, ogni tanto staccare la spina fa bene! Devo dire che sto iniziando col piede giusto, ho già cominciato a scrivere un sacco di bozze, leggo e mi riempio di idee. Spero che sia la volta buona U_U

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  2. Nel famoso articolo sulle tre parole che è andato perso, avevo scritto che il concetto di “buoni propositi” non mi piace, perché mi è sempre sembrato evanescente, vago, una sorta di “vorrei ma”… Ho sempre preferito parlare di “obiettivi”, termine che evidenzia la volontà del soggetto di arrivare alla meta.
    Quindi, abbandona i buoni propositi e fissa degli obiettivi. Sembra una differenza minima, ma a livello psicologico l’impatto è completamente diverso! 🙂

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    1. mmmh… non c’avevo mai pensato sotto questa luce. Allora correggo la parola buoni propositi in gli obbiettivi del 2015. Voglio raggiungere la meta prefissata e anche se in questo momento mi sembrano tanti… ce la farò.

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    1. 😀
      Solo 3 punti? Forte, sarei curiosa di vedere le loro liste a questo punto. Bene e ora penserò a come ridurre la lista…
      Mi hai dato da pensare, murble, murble.

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