Progetti mai conclusi

Progetti mai conclusi

Oggi è martedì, ma probabilmente quando leggerete questo post sarà già mercoledì, pazienza sono e sarò sempre in ritardo e vi garantisco che rincorrere il tempo è stancante!

Se dovessi scegliere una parola per descrivere questo periodo sarebbe “corsa”. Davvero correre ormai è la mia parola must; il mio cavallo di battaglia, ma veniamo a noi. Il tempo scarseggia e così mi metto a scrivere.

Era da un po’ che volevo affrontare questo post, ma per un motivo o per un altro ho sempre rimandato o scelto un argomento diverso e allora, bando alle ciancie e diamoci dentro!

Preambolo

Vi è mai capitato di iniziare un progetto e non portarlo mai a compimento? Crederci talmente tanto da rinchiudervi in casa per giorni o per mesi e poi alla fine lasciarlo stagnare lì, nel cassetto. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Beh, non so voi, ma a me è capitato e anche molte, molte volte! Perciò farò con voi un piccolo elenco dei miei progetti iniziati e mai conclusi.

Fumetti, trilogie, saghe e inferno

Ebbene sì, nel mio passato, diciamo un’eternità e mezzo fa mi ero cimentata in questo mondo, anzi volevo diventare una fumettista e vivere di disegni… mi sa che oltre i lavori ho messo nel cassetto… anzi nel dimenticatoio, anche questa prospettiva di vita.

Mongolfiere e tutine… Mi ricordo ancora l’estate a cavallo tra le medie e le superiori, disegnai tantissime pagine, credo una quarantina di pagine, fatte tutte a matita. La storia me la ricordo molto vagamente: c’era una ragazza in tuta stile “occhi di gatto”, forse era una ninja e per salvarsi dalle situazioni pericolose, trovava degli escamotage particolari; ricordo una mongolfiera sbucata dal nulla, dei tizi che non mi ricordo più, ma il senso o anche solo la trama… chissà!

I miei disegni mi facevano schifo e non potete nemmeno immaginare, quanto fosse troppo grande il mio senso di auto-critica, ma ciò che ricordo con precisione erano le ore che passavo a raccontare a voce di questa storia ai compagni di classe. I disegni rimanevano chiusi nel cassetto, ma la mostravo attraverso le parole, come mai avevo fatto e forse, già allora, dovevo capire che la mia strada era la scrittura! 😛

Ragazza epica… Non mi ricordo bene quando, ma alle superiori cominciai a disegnare un fumetto composto da due volumi, forse l’idea iniziale erano tre, ma lo non ricordo è passato davvero troppo tempo. Disegnai ottanta pagine, tantissime e malissimo. La sceneggiatura e gli storyboard non erano né studiati, né programmati. Pretendevo di scrivere la storia, mentre la disegnavo.

Vi lascio immaginare il disastro, che ne venne fuori, ma quella storia, o meglio i pezzettini che mi tornano alla mente, li ricordo, anche se vagamente, con un sorriso sulle labbra.

Cominciavo a delineare gli aspetti principali delle mie storie: il dramma, l’amore, l’amicizia e la forza per superare gli ostacoli. Anche se la sfiga e il vittimismo la facevano da padrone.

Ero molto fiera di quel lavoro, tanto da spingermi a impostare una seconda parte, ma l’incontro con un fumettista professionista, mi stroncò le aspettative: disegni pessimi, sceneggiatura inesistente, chine non ne parliamo, lo definì come un inutile spreco di carta e soldi!

Qualche anno fa, presi tutti quei fogli e li cestinai! Sì, senza pietà, ma quell’esperienza e quel fumettista mi fecero capire cosa mi piaceva di più. La scelta era scrivere storie (sceneggiature) o disegnare, e la scelta che feci, mi sembra ovvia.

Anche se non mi ricordo più come si chiamasse quel tipo, a distanza di anni gli devo dire una cosa importantissima: grazie! Grazie, anche se non mi ricordo più il tuo nome, ma ricordo solo i tuoi disegni!

Le teppe… Questo doveva essere un fumetto comico e senza pretese. Nato in una serata morta, disegnai una decina di tavole con un pennarello scrauso. Ogni tanto lo riguardo e penso: potrei sistemarlo, ridisegnarlo, colorarlo e pubblicarlo, ma qualcosa in me mi blocca. Il progetto potrebbe pure essere valido, ma quello che manca è la voglia di farlo partire. Per ora rimarrà chiuso nell’armadio in attesa di un momento più propizio.

Angeli, robottoni e stranezze varie

Da qui in poi elencherò i racconti o romanzi mai conclusi, anche se i titoli ormai sono perduti per sempre…

Angeli… Questa storia nasce dalla volontà di scrivere e immaginare dei robottoni e dalla voglia di avere dei protagonisti, non solo femminili, ma anche maschili e dar loro corpo e profondità. Credo che questo sia stato il primo racconto corale che abbia mai scritto. Mi divertii molto a farlo, anche perché mi impegnai a fare una ricerca sui nomi e le loro varie caratteristiche degli angeli. Voglio specificare che questi erano nemici del mio mondo ed erano delle specie di robot… almeno credo, non mi ricordo più.

Questo racconto era in attesa di una revisione, ma il manoscritto l’ho perduto inspiegabilmente. Un giorno sparì senza ragione dalla mia cartellina e chissà.

Viaggio… Non mi ricordo più niente, ma quello che mi torna in mente con prepotenza era il primo capitolo: una ragazza (la protagonista) in viaggio su una corriera, forse in fuga, ma chissà perché. Rileggendo trasmetteva il senso di noia provato, ma non ne sono sicura.

In questo primo tentativo di romanzo lungo, ho cercato di scavare nella psicologia dei personaggi, ma sia i buoni che i cattivi erano finiti sullo stesso piano, con il risultato che tutto finì per diventare confuso e forse una delle cause principali per l’abbandono di questo progetto.

Ora ricordo una cosa… il nome della protagonista era Ifigenia! Quello che mi piaceva di lei era la sua fragilità e allo stesso tempo la forza di volontà, non si abbatteva mai, voleva sempre rimanere in piedi e non le importava a che prezzo. Diciamo che quei personaggi avevano del buono, ma erano grezzi… avrebbero avuto bisogno di una bella sgrossata. Anche volendo riprendere in mano questo progetto non è possibile. File perduti… nella mia memoria rimarrà per sempre un romanzo fermo al capitolo dieci e mai portato al termine!

Quaderni a quadretti… ok, mi ricordo che per diversi anni, quando ero costretta a seguire le partite di mia sorella, mi portavo dietro questi quaderni e scrivevo come un’ossessa su quei grossi gradoni di cemento. Scrivevo storie di ragazze particolarmente forti e tranquille, ma il resto del mondo invasato era ostinato a rompere le scatole e solitamente, queste mie povere tapine, dovevano affrontare lutti di ogni sorta e superare ostacoli difficilissimi. Ovviamente nessuna di queste storie è andata avanti oltre la prima pagina o la quinta…

“Una vita a senso unico”… Il romanzo che finì di scrivere durante il primo anno di università. Fu il primo tentativo con protagonista maschile e di impersonaficazione vera e propria! Studiai per la prima volta gli antagonisti, avevano delle loro ragioni e un loro perché. Insomma in questo romanzo ci furono tante prime volte, tra le quali arrivare a scrivere la parola fine, ma il tutto fu circoscritto solo alla prima bozza. Dovrei rimaneggiarlo pesantemente, direi piuttosto riscriverlo, ma quella storia non mi attira più. Sono passati davvero tanti anni e ora ho altri progetti.

Tra i progetti rimasti inconclusi, ma abbozzati c’era un corto animato 3D, che dovevo realizzare con due mie amiche (Mire e Eriza). Nel frontespizio potete vedere un WIP del progetto. Purtroppo gli impegni lavorativi di tutte e tre ci hanno impedito di portarlo avanti, ma non perdo la speranza, che un giorno, spero non lontano, possa annunciare la conclusione di questo piccolo e impegnativo corto.

Concludendo

Insomma di acqua sotto i ponti ne è passata, il mio modo di pormi è cambiato, io sono cambiata e anche il mio modo di scrivere è cambiato. Tutti questi fallimenti mi hanno insegnato qualcosa, soprattutto a distanza di anni. Ogni tentativo mi faceva capire cosa dovevo studiare, cosa mi mancava e dove, la prossima volta, dovevo stare più attenta.

Il detto si impara più dagli errori che dalle vittorie, o quel che l’è, è proprio vero!

E voi?

Quali sono stati i vostri progetti mai conclusi? Cosa avete imparato dai vostri fallimenti? Rispondete qui sotto oppure sul votro blog e alla prossima!

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2 thoughts on “Progetti mai conclusi

  1. Neanche mi ricordo, ma davvero tanti. Ho tante storie fantasy iniziate su quaderni a righe, le ho ritrovate proprio qualche giorno fa. Per non parlare dei fumetti, tra strisce, vignette e storie lunghe una marea. Io ho sempre iniziato a capofitto, per poi lasciar perdere tutto nel giro di pochi giorni.

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    1. Allora non sono l’unica al mondo 🙂
      Molte storie le ho perse, oppure non mi ricordo nemmeno di averle scritte… evidentemente non erano importanti 😀

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