Cosa provi per i tuoi personaggi?

Preambolo

Nel mio casting ci sono diversi personaggi. Alcuni buoni, altri meno e altri che stanno nel mezzo.
Oggi non voglio parlare o discutere di quelli buoni, ma di quelli incerti, quelli che fanno tremare.
Nell’ultimo anno ho passato le mie serate a scrivere le gesta di molte persone e di molte situazioni, ma un solo personaggio ha avuto la capacità di bloccarmi, più di una volspecialmente quando nel capitolo doveva fare qualcosa di schockante in qualche modo. E così mi ritrovavo bloccata anche per diversi giorni.

Presentazione

Quando pianificai la storia non avevo realizzato le potenzialità di questo antagonista. Un personaggio nato buono, probabilmente un pochino instabile, ma man mano che scrivevo la sua personalità si andava a definire e ne avevo paura e allo stesso tempo, mi sentivo orgogliosa.
Avevo paura a immergermi nei suoi pensieri però! A vedere il mondo con i suoi occhi. Paura di perdermi e di non percepire più il sottile confine tra realtà e sogno, tra la me reale e la psiche del personaggio.
Non so forse questo mio timore è stato ed è ingiustificato, ma questo ‘cattivo’ non riesci a odiarlo, in qualche modo lo si giustifica. Lo odi, lo apprezzi e tenti di allontanarti il più possibile e allo stesso tempo vuoi conoscerlo più a fondo.
Mi ripeto è un cattivo e come tale compie delle gesta che provocano orrore, ma lui come Macchiavelli si ripete: il fine giustifica i mezzi.
Non sa di essere cattivo e questo,  a volte mi spaventa.

Dubbi

È giusto che mantenga questo personaggio in questo modo? Forse necessiterebbe di un approfondimento psicologico, ma temo che se lo facessi non riuscirei più a scrivere di lui, ne avrei paura, riconosco in lui delle potenzialità che mi fanno tremare.
Come scrittrice, cerco di immedesimarmi il più possibile nei personaggi. Di provare ciò che provano loro, vivere le loro stesse emozioni, di pensare come loro, ma questa volta ne ho paura e più di una volta mi sono fermata tergiversando, come ho scritto all’inizio.

Non mi sono mai fermata, però, e questo per me è già una vittoria.

Emozioni

Individuare altri personaggi particolari nel romanzo in corso è troppo. È ancora troppo vivido e presente per poter fare una somma su ciò che sto scrivendo, ma nei racconti passati posso individuare altre personalità, più o meno riuscite.
Micheal, intraprendente, coraggioso e ottimista. Lottando si avvicina molto a una ragazza e trova così l’amore.
James, un ragazzo padre, semi-lupo, dalle capacità infinite, ma un inetto assoluto! Pessimista, l’esatto opposto del suo amico Micheal. Leggendolo ti veniva voglia di picchiarlo a sangue… sarà per questo che gli accadevano le peggiori amenità della storia?
Marta (in realtà non ricordo il suo nome, ma chiamiamola così) Una ragazza dolce, in cerca dell’amore sincero. Sfida la sua famiglia, per coronare il suo sogno, incapace di vedere il lato oscuro delle persone, non reagirà mai, anche quando il suo amore verrà ucciso di fronte a lei, convinta fino in fondo, che le persone possano ravvedersi.
Avrei tanti altri personaggi, ma al momento sono mescolati nel grigiore della memoria, perciò non vi annoierò ulteriormente.

Riflessione

Le emozioni sono armi potentissime nelle mani di chi scrive. Armi affilate che servono per raggiungere il lettore, ma allo stesso tempo sono armi a doppio taglio.
Possono legare chi scrive o diventare delle sabbie mobili. Voi che ne pensate?

Qual è il vostro personaggio che vi fa più paura? Col quale avete più difficoltà a approcciarvi?

19 thoughts on “Cosa provi per i tuoi personaggi?

  1. Ti capisco benissimo!
    A me è capitato con un protagonista. Già aveva angoli piuttosto oscuri nel suo animo in cui non era troppo piacevole avventurarsi, in più gli accadevano cose davvero spiacevoli, con ovvi contraccolpi psicologici. L’idea di base era far tifare il lettore per lui per tutta la storia e poi far venire il sospetto di aver provato simpatia per un mostro.
    Risultato: scrivere è stato un incubo. Da allora, lo ammetto, mi tengo alla larga da protagonisti così complicati (però diciamo che chiunque è più facile da trattare). Se sono personaggi secondari, invece, non ho troppi problemi, anche se in famiglia sono un po’ inquietati dalla mia capacità di calarmi nei panni dell’assassino di turno…

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    1. Ciao Tenar benvenuta,
      Scusa se mi sono fatta una risata, ma ti capisco benissimo!
      Probabilmente nell’animo siamo tutti serial killer 😀 almeno noi scrittori o dittatori genocidi, non ho ancora deciso.
      La mia fortuna è che i capitoli dove lui compare, vengono intervallati con altri più “leggeri da scrivere”. Diciamo semplici, dal punto di vista descritto oggi. Per fortuna, altrimenti la mia tenacia sarebbe stata messa a dura prova!

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  2. Non mi è mai capitato di temere un mio personaggio, perciò non ho esperienze simili da raccontare. Da quanto dici, però, mi sembra che il tuo rischi di essere un grande personaggio! Sei brava a non tirarti indietro, ma credo che dovresti trovare il coraggio di scavare. Sarebbe un peccato sprecare potenzialità così promettenti.

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    1. Oddei… un po’ di tempo fa dissi che avevo sempre tralasciato i ” cattivi”, stavolta, però è dura 😀

      Grande… mi stai dando la giusta spinta per scavare più a fondo… mi sa che chiederò a un amico psicologo e chissà cosa potrebbe venire fuori 🙂

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  3. Il personaggio che mi fa più paura? Mia madre 😀
    Non ho mai scritto di un personaggio malvagio, non mi è ancora capitato. Non credo che riuscirei a vedere il mondo tramite i suoi occhi. Mi domando se non sia il caso che mi sforzi e provi a inventarmi una storia ad hoc. Grazie dell’idea!

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  4. Una delle difficoltà che sto affrontando in questo periodo è proprio la mia incapacità di premere l’acceleratore delle emozioni, per evitare di esserne travolta. Qualche giorno fa, ad esempio, ho scritto una scena di sesso ed il risultato era quasi da educanda… poi l’ho riscritta ma ho esagerato nell’altro senso: sarei riuscita ad imbarazzare anche Rocco Siffredi. Dunque è sempre difficile trovare e mantenere il giusto equilibrio. Io ci sto provando e, per riuscire a creare personaggi completi e coerenti, so che non devo aver paura di me stessa.

    Per quel che riguarda il tuo personaggio, il consiglio che mi sento di darti è questo: lascia perdere le schede per un istante e lascialo agire per conto suo per un po’. Vedi dove porta. osservalo: quale forma assume? Solo in un secondo momento intervieni sulla progettazione che non necessariamente deve essere preliminare, ma può procedere anche passo passo con la stesura. Secondo me (ma il metodo è soggettivo) questo modus operandi è il migliore, perché spesso le cose mutano in corso d’opera. Siamo artisti, non meccanici. Quindi possiamo permetterci di seguire il flusso, rimanendo meravigliati di come si passa passare dal caos all’ordine. Questo è uno degli aspetti che più mi piacciono della scrittura 🙂

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    1. Grazie per i consigli :), ma nelle mie schede c’è scritto nome, aspetto e professione… La personalità è arrivata da sola, e nella fase della prima bozza sto scrivendo in questo modo. Ho paura, ma leggendo i vostri commenti mi sono convinta che in fase di revisione questo personaggio avrà bisogno di un approfondimeto. Chiederò una consulenza al fidanzato di una mia amica e spero che non si metta troppo a ridere 😀
      Totalmente d’accordo su quello che dici 😉

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  5. Alcuni personaggi sono fatti così, hanno il potere di bloccarci. Non si piegano, non si accontentano di una descrizione debole. Vogliono essere conosciuti fino in fondo prima di concedersi. I cattivi sono i peggiori. Sarà per via della loro indole, ma raramente fanno sconti. Per questo, forse, li faccio morire sempre tutti! 😉

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  6. Ciao! Un articolo molto sincero.
    Spesso ho paura dei miei personaggi. Non ce n’è uno veramente buono, e quasi tutti prima o poi fanno qualcosa di cattivo. Loro sono parte di me, e confrontarmi con tutti i lati della mia personalità che di solito tengo a freno mi disturba. Ho imparato comunque che più una strada mi disturba, più è quella giusta, efficace, che vale la pena di scrivere. Al momento mi crea problemi il mio protagonista. Si sta rivelando molto più contorto e imperscrutabile dello stesso antagonista 🙂

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    1. Ciao benvenuta!
      Già più è difficile, più è quella giusta, però che difficoltà. Questo mio antagonista molte volte mi fa paura. Soprattutto vedere il mondo con i suoi occhi, le sue contraddizioni e tutto il resto. Mi fa pensare, che magari non sono tanto a posto 😀

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  7. Non provo paura per i miei personaggi. Rispetto sì, ma comprensione soprattutto. Qualunque scelta facciano, il mio timore è di emettere un giudizio. Di schiacciarli. Questo solo credo che debba spaventare. Chi scrive è al servizio della storia.

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    1. Si, condivido, ma non ti è mai capitato di aver paura di scrivere di quel particolare personaggio? Di calarti talmente tanto nella sua psiche da avere i brivide e cominciare a vedere il mondo con i suoi occhi e non con i tuoi? Da farti desistere anche solo per un momento, ora, giorno o secondo?

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    1. Non buttarti giù, ci pensano già gli altri a farlo! Devi sempre considerarti il migliore nel tuo campo e nel tuo mondo e forse, se non ti è mai capitato è perché hai scritto personaggi tutti vicini a te. Personaggi che comprendi e rispetti e che non ti provocano particolari tirbamenti. Non è una questione di non essere bravi, ma di che tipo di personaggi sono arrivati nel tuo mondo. 😉 Buona fortuna!

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